pianta che cresce nelle mani di una persona su sfondo verde a richiamare i concetti di sostenibilità
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Pacchetto Omnibus UE per la rendicontazione di sostenibilità

Articolo di: Marta Gravina

L'iniziativa Omnibus dell'UE: La nuova proposta di rendicontazione sulla sostenibilità

Cosa cambia con il Pacchetto Omnibus UE?

  • La Commissione Europea ha proposto il primo pacchetto "omnibus" di norme sulla sostenibilità, con l'obiettivo di semplificare e allentare i requisiti di rendicontazione dell'UE.
  • Gli aggiornamenti proposti alla CSRD, alla Tassonomia UE e alla CSDDD si concentrano sugli aspetti economici della loro implementazione e sulla riduzione degli oneri amministrativi.
  • Le modifiche principali includono il rinvio delle scadenze di rendicontazione, la riduzione dei punti dati e un onere di rendicontazione più leggero per le PMI.
  • Le modifiche potrebbero creare incertezza nel mercato, ma le aziende che si adattano proattivamente possono ottenere un vantaggio competitivo.

Il 26 febbraio 2025, la Commissione Europea ha proposto il “pacchetto Omnibus”, un'iniziativa mirata ad alleggerire il carico burocratico per le imprese e a rafforzare la competitività all'interno dell’Unione Europea.

Questo intervento si propone di semplificare le normative e ottimizzare le procedure amministrative, con un impatto economico stimato in un risparmio di circa 6,3 miliardi di euro all'anno sui costi di gestione.

Diamo un’occhiata alle tre Direttive pubblicate dalla Commissione Europea per le quali sono proposte delle modifiche nel pacchetto Omnibus:

Direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD)

Le grandi imprese devono rendicontare la loro sostenibilità. La rendicontazione è stata resa trasparente e comparabile attraverso un'ampia standardizzazione (Standard europeo di rendicontazione della sostenibilità, ESRS). Questo riguarda circa 50.000 aziende in tutta l'UE con più di 250 dipendenti, un fatturato di 50 milioni di euro e un totale di bilancio di 25 milioni di euro.

Regolamento sulla tassonomia dell'UE

Le aziende soggette alla CSRD sono tenute a divulgare i ricavi, le spese in conto capitale e operative (CapEx e OpEx) per le loro attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. Insieme alla CSRD, l'EU Tax-VO è uno dei pilastri della 'Strategia di finanza sostenibile' dell'UE e aiuta a indirizzare i flussi finanziari nei mercati dei capitali europei verso investimenti sostenibili.

Direttiva sulla due diligence della sostenibilità aziendale (CSDDD)

Le aziende con più di 1000 dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro saranno obbligate a svolgere la due diligence sui diritti umani e sull'ambiente lungo la loro catena del valore e a rendicontare i loro risultati.

Il pacchetto Omnibus è destinato a implementare cambiamenti significativi per le direttive e i regolamenti sopra menzionati. Gli sforzi di semplificazione dovrebbero consentire una più snella implementazione delle norme sulla sostenibilità, riducendo l'onere amministrativo complessivo di circa il 25% e di circa il 35% per le piccole e medie imprese (PMI). Queste prime proposte riguardano semplificazioni nel campo della due diligence sulla sostenibilità, della tassonomia dell'UE, del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e dei programmi di investimento europei.

Le proposte sono state presentate al Parlamento Europeo e al Consiglio per la loro valutazione e successiva adozione.

Quali cambiamenti sono stati proposti dalla Commissione Europea?

CSRD

CSRD (direttiva attuale)

Nuova proposta

Perimetro di rendicontazione

Prima fase: tutte le aziende che rientrano nella direttiva NFRD (riguardante la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario)

 

Seconda fase: la comunicazione è obbligatoria per le grandi imprese che soddisfano due dei tre criteri: >250 dipendenti, >50 milioni di euro di fatturato netto, bilancio superiore a 25 milioni di euro

 

Terza fase: PMI

La rendicontazione è obbligatoria per le imprese che abbiano più di 1000 dipendenti e che soddisfano almeno uno dei criteri tra >50 milioni di euro di fatturato netto o totale di bilancio superiore a 25 milioni di euro

Rendicontazione obbligatoria per le aziende non UE

Le aziende non UE con un fatturato di 150 milioni di euro nell'UE e con una filiale UE con un fatturato netto annuo di 40 milioni di euro sono obbligate a rendicontare

Le aziende non UE con un fatturato di 450 milioni di euro nell'UE e con una filiale UE con un fatturato netto annuo di 50 milioni di euro sono obbligate a rendicontare

Rinvio dei requisiti di rendicontazione

le aziende rientranti nella seconda fase sono obbligate a rendicontare nel 2026 sull’anno finanziario 2025

Per le aziende interessate dalla seconda e terza fase, l'applicazione dei requisiti di rendicontazione dovrebbe essere rinviata di 2 anni

Catena del valore

Le imprese possono essere tenute a raccogliere dati dai fornitori diretti e indiretti

Per le aziende con meno di 1000 dipendenti, dovrebbero essere adottati gli standard di rendicontazione volontari per le PMI (EFRAG-VSME). Questo standard fungerà da scudo protettivo limitando le informazioni che le aziende o le banche soggette ai requisiti della CSRD possono richiedere alle aziende più piccole nella catena del valore (riducendo l'effetto a cascata).

Standard europei di rendicontazione della sostenibilità (ESRS)

Le aziende soggette alla CSRD sono tenute a utilizzare gli ESRS.

Gli standard dovrebbero essere rivisti riducendo il numero di punti dati e chiarendo gli aspetti poco chiari.

Standard specifici per settore

Dovrebbero essere sviluppati standard specifici per settore per semplificare i requisiti di rendicontazione.

Non dovrebbero essere adottati standard specifici per settore

Asseverazione

Passaggio graduale da asseverazione limitata a ragionevole

Rimasta solo l’asseverazione limitata

Regolamento sulla tassonomia dell'UE

Regolamento sulla tassonomia dell'UE

Nuova proposta

Ambito delle aziende di rendicontazione

Rendicontazione obbligatoria secondo la tassonomia dell'UE per tutte le aziende coperte dalla CSRD

Le aziende con meno di 1000 dipendenti e un fatturato netto fino a 450 milioni di euro possono rendicontare volontariamente sulla tassonomia.

Allineamento parziale

Solo le attività completamente allineate sono considerate ecologicamente sostenibili

Dovrebbe essere possibile rendicontare l'allineamento parziale con la tassonomia

Soglie di materialità

Le aziende potrebbero stabilire e giustificare autonomamente le soglie di materialità

Nessuna rendicontazione per attività che non sono finanziariamente rilevanti (ad esempio, non superando il 10% del fatturato, di CapEx o OpEx)

Green asset ratio

 

Possibilità di escludere rischi investimenti relativi alle imprese che non rientrano nell'ambito di applicazione della CSRD

Nuove rendicontazioni

Sono disponibili dei modelli di rendicontazione

Nuovi modelli di rendicontazione per ridurre il numero di punti dati

 

CSDDD

CSDDD (direttiva attuale)

Nuova proposta

Rinvio dei requisiti di rendicontazione

Le aziende del Gruppo 1 dovrebbero rendicontare entro luglio 2027

I requisiti di rendicontazione dovrebbero essere rinviati di un anno. Fino ad allora, le linee guida dovrebbero aiutare le aziende a basarsi sulle pratiche migliori

Copertura della catena del valore

Copre fornitori diretti e indiretti

Focus sui partner commerciali diretti (Tier 1), richiedendo la due diligence a quelli indiretti solo in caso di informazioni plausibili riguardanti impatti negativi

Monitoraggio

Monitoraggio annuale

Prolungamento degli intervalli di valutazione da uno a cinque anni

Armonizzazione

Gli stati membri possono adottare regole più severe

Le regole nazionali non devono deviare dalla legge europea

Le proposte della Commissione Europea destabilizzeranno ulteriormente le aziende nell'Unione Europea. Molti stati membri, infatti, hanno già recepito la CSRD nel diritto nazionale e molte aziende hanno già investito nella rendicontazione sulla sostenibilità in conformità con la CSRD.

C'è quindi preoccupazione che tali cambiamenti normativi porteranno anche a nuove incertezze nella pianificazione e a un rallentamento degli investimenti necessari. Inoltre, i risparmi previsti dalle modifiche sembrano essere stati troppo ottimistici.

Cosa cambia con il Pacchetto Omnibus UE?

Attualmente, il pacchetto è ancora una proposta e deve essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Pertanto, delle modifiche sono ancora possibili.

Molte aziende hanno già iniziato a rendicontare secondo gli standard di sostenibilità europei. Tuttavia, con la proposta attuale, la rendicontazione sulla sostenibilità diventerebbe volontaria per molte delle realtà che prima rientravano nel perimetro della CSRD. Sebbene questo possa sembrare una riduzione della burocrazia a prima vista, in realtà crea incertezza e distorsioni del mercato.

In ogni caso, la sostenibilità resta una questione centrale per le imprese e un adattamento proattivo della strategia porta benefici a lungo termine. Le imprese che non si limitano a reagire alle normative attuali, ma si preparano proattivamente alle future evoluzioni della regolamentazione sulla sostenibilità e alle tendenze di mercato, acquisiscono un vantaggio competitivo duraturo.

Queste aziende riescono a posizionarsi come leader nel settore, ottenendo un'importante leva strategica sul mercato. Inoltre, una gestione lungimirante della sostenibilità non solo migliora la loro reputazione, ma garantisce anche maggiore sicurezza nella pianificazione e stabilità nel lungo periodo.

Come può aiutarti TÜV SÜD?

Monitoriamo molto da vicino i cambiamenti e gli sviluppi in corso e ti aiutiamo a soddisfare i requisiti necessari. Poiché le decisioni finali sono ancora in sospeso, ha senso preparare già la tua azienda per la sostenibilità: Considerare la sostenibilità nelle operazioni e nella strategia aziendale può portare a una maggiore competitività, un migliore accesso ai finanziamenti e una reputazione positiva.

Possiamo aiutarti con i nostri servizi per essere meglio preparati per tutti i prossimi sviluppi:

  1. Valutazione della doppia materialità: Strumento strategico per individuare i temi di maggiore rilevanza per la tua azienda
  2. Rendicontazione secondo lo Standard di Rendicontazione Volontaria della Sostenibilità per PMI non quotate (VSME): Soddisfare i requisiti di clienti, banche e investitori
  3. Rendicontazione secondo lo Standard Europeo di Rendicontazione della Sostenibilità (ESRS): Ampia rendicontazione sulla sostenibilità che soddisfa tutti i requisiti obbligatori
  4. Analisi del rischio climatico: Assicurati che le tue attività siano resilienti agli effetti dei rischi climatici
  5. Analisi delle prestazioni ESG: Rivedi le tue prestazioni di sostenibilità
  6. Formazione:

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