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CAM e EPD: connubio vincente per aziende e appalti sostenibili

Articolo di: Marta Gravina

In questo articolo evidenzieremo il collegamento tra EPD e CAM, spiegando come l’ottenimento di un EPD, tramite un ente terzo di certificazione, possa favorire la partecipazione a gare d’appalto verdi.


La crescente consapevolezza sui temi di sostenibilità sta spingendo governi, imprese e consumatori a riconsiderare le loro pratiche per ridurre l’impatto su ambiente e società. Soprattutto recentemente le istituzioni si stanno mobilitando con leggi più stringenti stimolando aziende e mercato verso pratiche cosiddette “green”. È in questo contesto che si inseriscono i CAM, Criteri Ambientali Minimi, ovvero degli standard ambientali elaborati dal Ministero della Transizione Ecologica e che si applicano nell’ambito degli appalti pubblici.

 

Essi stabiliscono le linee guida per individuare i prodotti o servizi più performanti dal punto di vista ambientale lungo il loro ciclo di vita, quindi tenendo conto dell’impatto generato dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento del prodotto finale, e indirizzare quindi gli Enti pubblici verso una scelta consapevole dei propri fornitori. L’obiettivo finale è quello di promuovere pratiche produttive e di consumo più sostenibili.

I Criteri Ambientali Minimi

 

I CAM sono stati adottati all’interno del Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della pubblica amministrazione con il Decreto legislativo 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali”, in particolare nell’articolo 18 si fa riferimento ai criteri ambientali minimi negli appalti pubblici che obbliga le pubbliche amministrazioni a inserire nei bandi di gara delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali relative ad alcune categorie di prodotti o servizi. Ad oggi i CAM sono regolati all’interno del Codice degli appalti, specificatamente dal Decreto Legislativo 36/2023 articolo 57 e sono stati redatti per 19 categorie di prodotto o servizio, tra cui: edilizia, pulizie e sanificazione, stampanti, ristorazione collettiva, ecc.

Più specificatamente, ciascun CAM andrà ad individuare quali sono i criteri di selezione dei candidati, le specifiche tecniche, ovvero i requisiti minimi di conformità che i prodotti o servizi devono rispettare, i criteri premianti, che sono ulteriori requisiti che esaltano la performance ambientale del prodotto o servizio e infine le clausole contrattuali. L’obiettivo finale è quello di selezionare il prodotto o servizio con il minor impatto ambientale, ma anche di stimolare gli altri partecipanti meno virtuosi a investire in pratiche innovative e modelli di produzione più sostenibili.

 

L’EPD e la connessione con i CAM

 

Per poter rispettare i requisiti definiti dai CAM spesso sono richieste certificazioni di sistema o prodotto, ad esempio figura nei criteri premianti lEPD, la dichiarazione ambientale di prodotto di tipo III regolata dalla norma internazionale ISO 14025 e basata sulla metodologia di Life Cycle Assessment (LCA), essa quantifica e comunica l’impatto ambientale del ciclo vita di un prodotto o sevizio come ad esempio la quantità di gas effetto serra emessa o la quantità di risorse idriche consumate. Inoltre, realizzando un EPD è possibile indicare la percentuale di materiale riciclato contenuto nel prodotto finale.

 

Ma come può essere ottenuta un EPD?

 

Innanzitutto, è importante sapere che esistono diversi Program Operator che regolano gli schemi EPD, il più noto a livello internazionale è l’International EPD® System, a livello italiano invece è presente EPDItaly. La scelta del Program Operator determina le regole che si dovranno seguire per la realizzazione dell’EPD, partendo dalla scelta della PCR (Product Category Rules) che definisce i criteri e le regole per l’elaborazione dello studio di LCA, alla pubblicazione dell’EPD stessa sul portale del Program Operator in questione. La possibilità di pubblicare la propria dichiarazione ambientale fornisce una finestra di visibilità all’azienda e al suo prodotto o servizio sottolineandone la trasparenza ma anche l’affidabilità, in quanto un’EPD deve essere sottoposta a verifica di parte terza che garantisce la veridicità delle informazioni riportate.

 

In conclusione, l’EPD si dimostra quindi uno strumento vantaggioso per le aziende in quanto consente sia di trarre un guadagno in termini di competitività sul mercato grazie a una maggiore fiducia nel proprio prodotto o servizio, sia di partecipare a gare di appalto verdi rispettando i requisiti richiesti dai CAM e in particolare in conformità con i criteri premianti. È utile menzionare anche che un EPD consente a un’azienda di individuare le fasi lungo il ciclo di vita del prodotto con un impatto ambientale maggiore e, conseguentemente, di adottare pratiche di efficientamento che consentano di diminuire gli impatti negativi.

 

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