Bisfenolo A salute protezione sicurezza alimentare
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Bisfenolo A: Rischi e Regolamentazioni UE

La storia del Bisfenolo A, i campi di utilizzo e i rischi per la salute umana

Articolo di: Stefania Linguaglossa Data: 14 Feb 2024

Bisfenolo A: Rischi, Consigli per i Consumatori e Regolamentazioni UE

Cos'è il BPA, dove si trova e quali sono i suoi effetti nocivi?

Il Bisfenolo A (BPA) è prodotto sin dagli anni '60 ed è una sostanza chimica molto utilizzata in tutti i paesi industrializzati. È usato come monomero nella produzione di oggetti in policarbonato (PC) destinati a venire a contatto con gli alimenti e bevande, quali stoviglie riutilizzabili (piatti e tazze) e contenitori in plastica di policarbonato, o utilizzata per la sintesi di resine epossifenoliche, impiegate come rivestimenti per le lattine di bibita e barattoli di latta per alimenti. Viene utilizzato anche per altre applicazioni non alimentari come vernici a base di resine epossidiche, dispositivi medici, inchiostri da stampa e ritardanti di fiamma. Un’applicazione diffusa del BPA è stata nella carta termica utilizzata per gli scontrini di cassa, per fortuna vietata dal gennaio 2020.

Da diversi anni, però, il BPA è una sostanza controversa e recentemente è stata classificata come interferente endocrino. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce un interferente endocrino come «Una sostanza o una miscela esogena che altera la funzione del sistema endocrino e di conseguenza provoca effetti negativi sulla salute di un organismo intatto, o sulla sua progenie». Si sospetta che gli interferenti endocrini siano associati ad alterazioni della funzione riproduttiva, ad un’aumentata incidenza di tumore alla mammella e problemi dello sviluppo infantile.

Come evitare il bpa?

I consumatori per ridurre l’assunzione di BPA possono mettere in atto alcune azioni utili:

  • cercare prodotti che riportano la dicitura BPA-free in etichetta;
  • utilizzare bottiglie di plastica BPA-free o di acciaio inossidabile o di vetro, piatti in carta biodegradabile o ceramica e tante altre soluzioni green;
  • se vengono utilizzati contenitori in plastica di policarbonato, controllare sempre il loro stato di usura, perché più la plastica è rovinata più vi è la possibilità che questa trasferisca BPA all’alimento;
  • verificare le disposizioni del comune di appartenenza per smaltire gli scontrini, affinché non entrino nel ciclo del riciclo della carta.

"Molto importante è il controllo anche per quanto riguarda i produttori”, dichiara Stefania Linguaglossa, Senior Account Manager Food Contact & Product di TÜV Italia. “L’utilizzo del BPA nei materiali plastici a contatto con gli alimenti è autorizzato ai sensi del Regolamento dell’Unione Europea N. 10/2011 e nel corso degli ultimi anni la Commissione Europea ha stabilito limiti e divieti. Per essere certi di rispettare le limitazioni è possibile rivolgersi a laboratori accreditati, come i Laboratori pH, che permettono di determinare, tramite prove quali ad esempio test di migrazione, valutazione inquinanti della carta e del NIAS e analisi REACH, sostanze come il BPA utilizzando tecniche e strumentazione di ultima generazione"

Quali sono Le limitazioni e i divieti imposti dalla Commissione Europea sul BPA?

Nel gennaio 2011 la Commissione europea ha vietato l’impiego del BPA per la produzione di biberon per l’infanzia in policarbonato. Nel febbraio 2018 l'UE ha abbassato il limite di migrazione specifica per il BPA nei materiali a contatto con gli alimenti, sia plastici che i rivestimenti, e ha aggiunto il divieto di utilizzo di BPA per la fabbricazione di tazze o bottiglie in policarbonato destinate ai lattanti (bambini età <12 mesi) e ai bambini della prima infanzia (1-3 anni).
Per la carta termica il Regolamento dell'Unione europea 2016/2235 ha imposto una restrizione per il BPA inserita nell’allegato XVII del Regolamento (CE) N. 1907/2006 (REACH - Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals).
In particolare, dopo il 2 gennaio 2020 non è ammessa l’immissione sul mercato della sostanza BPA nella carta termica in una concentrazione uguale o superiore allo 0,02 % in peso. Il BPA è una delle sostanze più tenute sotto controllo dalle autorità sanitarie e dalle istituzioni che hanno il compito di valutare la sicurezza dei composti con cui si può entrare giornalmente in contatto.

A febbraio 2024, la Commissione Europea ha pubblicato la bozza di un progetto di legge che, se legiferato, vieterà il Bisfenolo A e altri derivati pericolosi del bisfenolo nei materiali a contatto con gli alimenti.

La revisione del 2023 dell’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha rivelato gli effetti negativi del BPA sui sistemi riproduttivo, metabolico e immunitario. Nell'aprile del 2023 l'EFSA ha pubblicato una nuova valutazione della sicurezza del BPA utilizzato negli FCM, riducendo in modo significativo la dose giornaliera tollerabile (DGA) stabilita nella precedente valutazione del 2015.

Sulla base di tutte le nuove evidenze scientifiche valutate, gli esperti dell'EFSA hanno stabilito una TDI di 0,2 nanogrammi (0,2ng o 0,2 miliardesimi di grammo) per chilogrammo di peso corporeo al giorno (kg/bw/giorno), sostituendo il precedente livello temporaneo di 4 microgrammi (4μg o 4 milionesimi di grammo) per chilogrammo di peso corporeo al giorno. La TDI è circa 20.000 volte inferiore a quella precedente.

La bozza di regolamento vieta l’uso di BPA in plastiche, vernici, rivestimenti, inchiostri da stampa, adesivi, resine a scambio ionico e gomme a contatto con gli alimenti. La proposta prevede eccezioni per le applicazioni critiche che non presentano alternative valide, garantendo il rispetto di rigorosi limiti di migrazione per la sicurezza dei consumatori.

La Commissione si sta inoltre concentrando sull'individuazione di sostituti adeguati del BPA, rendendo necessaria una valutazione del rischio e un processo di autorizzazione per i bisfenoli e i derivati utilizzati come alternative. Questo sottolinea l'impegno a mitigare i rischi per la salute associati a queste sostanze chimiche.

Per facilitare la transizione dal BPA, la bozza include disposizioni transitorie che prevedono un periodo di tolleranza di 18 mesi per specifici articoli destinati al contatto con gli alimenti, con un periodo più lungo di 36 mesi per le applicazioni più complesse.

Inoltre, richiede ai produttori di monitorare e segnalare qualsiasi presenza involontaria di BPA, soprattutto nei materiali di carta e cartone riciclati, sottolineando l'importanza di bassi livelli di contaminazione e della sicurezza alimentare in un'economia sostenibile.

 

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