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Analisi Olio di Oliva: qualità, sicurezza e classificazione

Garantire la qualità dei prodotti

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Cos’è l’analisi sull’olio d’oliva?

L’analisi dell’olio di oliva è un passaggio fondamentale per garantire la qualità, la sicurezza e la corretta classificazione del prodotto. Le olive, destinate al consumo diretto o all’estrazione dell’olio, presentano caratteristiche diverse in base al territorio, al clima e alla coltivazione. L’Italia, con oltre 500 varietà autoctone, è leader mondiale per la produzione di oli di oliva di alta qualità, vantando 42 prodotti DOP e 8 IGP riconosciuti dalla UE.
Per mantenere questa eccellenza, le aziende della filiera si affidano a strutture specializzate come i laboratori pH, attivi dal 1982, che offrono servizi avanzati di analisi chimica e sensoriale dell’olio di oliva.


Come i laboratori pH – Gruppo TUV SUD ti possono aiutare nell’analisi sull’olio d’oliva?

I laboratori pH supportano tutta la filiera oleicola — dagli olivicoltori ai confezionatori — con un’ampia gamma di analisi:

  • Analisi per la determinazione delle caratteristiche di qualità e di purezza degli oli di oliva, ai sensi dei Regolamenti dell’Unione Europea Reg UE 2104/2022 e Reg UE 2105/2022;
  • Valutazione Organolettica per la classificazione degli oli di oliva: pH ha al proprio interno un Panel di assaggiatori competenti all’accertamento delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini (ai sensi dei Regolamenti Europei sopra citati), ed è l’unico panel privato italiano indipendente ad essere riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, oltre ad essere accreditato ISO 17025 per questa prova. 
  • Ricerca di contaminanti: Pesticidi, Plastificanti, IPA, Metalli pesanti, Diossine e PCB, 3-MCPD: 3-monocloro-1,2-propandiolo (per olio di oliva raffinato) e MOSH/MOAH nell’olio di oliva.

Per saperne di più parla coi nostri esperti   Contattaci adesso


MOSH/MOAH nell’olio di oliva: analisi e sicurezza

 

Gli acronimi MOSH (Mineral Oil Saturated Hydrocarbons) e MOAH (Mineral Oil Aromatic Hydrocarbons) identificano olii minerali di origine fossile dannosi per la salute.
I laboratori pH hanno sviluppato e validato una metodica specifica per la determinazione dei MOSH&MOAH negli oli vegetali, un’analisi che prevede una complessa fase preparativa del campione e successiva analisi strumentale con la tecnica HPLC-GC-FID on line. Questa analisi strumentale on line permette, insieme alla corretta purificazione del campione, il raggiungimento di limiti di quantificazione estremamente bassi (LOQ 1 mg/kg).

 

 

Classificazione dell’olio di oliva: normativa e standard 

Tecnico di laboratorio che annusa l'olio da una provettaL’olio di oliva viene classificato in base a:

  • Analisi chimiche
  • Analisi sensoriali
  • Metodi di estrazione

Le principali categorie sono:

  • Olio extravergine di oliva (EVO)
  • Olio di oliva vergine
  • Olio di oliva lampante (escluso dal commercio al dettaglio)
  • Olio di oliva raffinato (escluso dal commercio al dettaglio)
  • Olio di oliva (raffinato + vergine)
  • Olio di sansa (ottenuto dagli scarti della lavorazione nei frantoi) (escluso dal commercio al dettaglio)
  • Olio di sansa di oliva (sansa + vergine)
    denominazioni che in ambito UE fanno riferimento ai citati Regolamenti. 

A livello extra UE non esiste uno standard riconosciuto. Il Codex Alimentarius prevede delle specifiche in linea con quelle messe a punto dall’IOC - International Olive Oil Council, massima autorità internazionale nel campo oleicolo, ma con alcune differenze nella classificazione dei tipi di oli, nella loro definizione e nelle procedure per le analisi. In mancanza di standard internazionali si supplisce con specifiche nazionali. La normativa internazionale riconosciuta, così come le legislazioni nazionali, sono costantemente soggetti a variazioni e aggiornamenti per contrastare le frodi che colpiscono soprattutto gli oli più pregiati.

Agli standard sovranazionali possono essere inseriti disciplinari specifici, come sono quelli per la DOP (Denominazione di Origine Protetta), l’IGP (Indicazioni Geografica Protetta) o quelli per il biologico. Il sistema europeo DOP e IGP, nato nel 1992 con il Regolamento CE 2081/92 e sostituito in seguito dal Regolamento CE 510/2006, ha come obiettivo la protezione dell’origine dei prodotti soprattutto quelli di qualità superiore.

 

Affidarsi a un laboratorio di analisi olio di oliva come pH significa investire nella qualità, nella sicurezza e nella valorizzazione del proprio prodotto.

Grazie a tecnologie avanzate e competenze certificate, pH è il partner ideale per chi opera nel settore oleicolo e vuole distinguersi nel mercato nazionale e internazionale. Contattaci adesso.

 

FAQ

  • Quali sono le tipologie di olio presenti sul mercato?

    Le principali categorie sono:

    • Olio extravergine di oliva (EVO): ottenuto solo con processi meccanici, con acidità ≤ 0,8%.
    • Olio di oliva vergine: ottenuto con processi meccanici, la classificazione può essere dovuta al tenore di acidità, compresa fra 0,8 e 2%, oppure di lievi difetti delle caratteristiche organolettiche.
    • Olio di oliva raffinato: ottenuto da oli vergini tramite trattamenti di tipo fisico-chimico. Non può essere commercializzato al dettaglio.
    • Olio di oliva: miscela composta da olio di oliva raffinato e olio di oliva vergine.
    • Olio di sansa di oliva: miscela composta di olio derivato dalla lavorazione della sansa (residuo della spremitura) e olio di oliva vergine.

     

  • A che mercati si rivolgono?

    Gli oli vergini sono destinati all’alimentazione. Gli oli raffinati vengono utilizzati dall’industria olearia per la produzione di olio di sansa di oliva e olio di oliva. Questi ultimi sono utilizzati prevalentemente nell’industria alimentare.

     

  • Che differenze ci sono tra questi oli?

    Le differenze riguardano:
    - Metodo di estrazione
    - Composizione chimica
    - Profilo sensoriale
    - Valore nutrizionale

     

  • Esistono differenze tra gli oli dei vari paesi produttori?

    Sì. Le differenze derivano da cultivar, clima, tecniche di raccolta e trasformazione. Ad esempio, l’Italia vanta oltre 500 cultivar e una forte identità territoriale.

     

  • Come è organizzata la filiera dell’olio?

    La filiera comprende:
    - Aziende agricole (produzione olive)
    - Frantoi (estrazione olio)
    - Imbottigliatori
    - Trader e distributori
    - Laboratori di analisi come pH – TÜV SÜD

     

  • Qual è il quadro normativo di riferimento?

    A livello UE:
    - Reg. UE 2104/2022: definisce le caratteristiche chimico-fisiche e sensoriali.
    - Reg. UE 2105/2022: stabilisce i metodi di analisi.
    - Reg. UE 2024/1143: rafforza il ruolo dei consorzi di tutela.

     

  • Quante cultivar esistono?

    Nel mondo si contano circa 1.000 cultivar. L’Italia ne possiede oltre 500, rendendola il paese con la maggiore biodiversità olivicola.

     

  • Quali sono le peculiarità regionali italiane?

    Data la enorme varietà di cultivar gli oli italiani mostrano grandi differenze nelle caratteristiche olfattivo-gustative. Queste differenze esistono anche fra oli della stessa regione. Tuttavia, possiamo fissare delle caratteristiche comuni quali:
    - Liguria: olio delicato.
    - Toscana: fruttato intenso, amaro e piccante.
    - Puglia: varietà Coratina, olio robusto. Amaro spiccato.
    - Sicilia: note erbacee e mandorlate.
    - Sardegna: oli equilibrati e aromatici.

     

  • Cosa prevede il Regolamento UE 2022/2104?

    Stabilisce i parametri per classificare l’olio: acidità, perossidi, K232, K270, esteri etilici, steroli, cere, ecc. Include anche l’obbligo del panel test per l’EVO.

     

  • Cos’è il panel test?

    È una prova sensoriale condotta da assaggiatori professionisti, addestrati per valutare difetti e pregi dell’olio. È obbligatoria per la classificazione, e conseguente commercializzazione, degli oli vergini, cioè ottenuti esclusivamente con processi meccanici.

     

  • Perché l’olio EVO è così richiesto?

    Per il suo profilo nutrizionale (ricco di polifenoli e acidi grassi monoinsaturi), il gusto e la versatilità in cucina oltre che per le sue proprietà nutraceutiche.

     

  • Cos’è un blend?

    È una miscela di oli di diversa origine o cultivar, regolamentata per garantire qualità e tracciabilità.

     

  • Che differenze ci sono tra oli di semi (girasole, arachide) e olio EVO?

    Gli oli di semi hanno un punto di fumo più alto ma contengono meno polifenoli, composti chimici che conferiscono all’olio di oliva le caratteristiche organolettiche la stabilità all’ossidazione, essendo potenti antiossidanti.

     

  • Esistono frodi nel settore e come si individuano?

    Sì. Le più comuni sono:
    - Miscelazione con oli di minor qualità
    - Etichettatura ingannevole
    - Origine geografica falsa
    Le frondi si individuano attraverso analisi chimiche avanzate e controlli documentali.

     

  • Come scegliere un buon olio?

    - Leggere l’etichetta (origine, data, metodo di estrazione)
    - Preferire oli DOP/IGP
    - Valutare colore, profumo e gusto

     

  • Cosa deve contenere l’etichetta?

    - Denominazione di vendita
    - Origine
    - Lotto
    - Data di scadenza
    - Valori nutrizionali
    - Modalità di conservazione

     

  • I marchi DOP e IGP aiutano?

    Sì. Garantiscono origine, tracciabilità e qualità certificata secondo disciplinari rigorosi.

     

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