Il Cyber Resilience Act (CRA) è stato votato dal Parlamento Europeo, poi adottato dal Consiglio EU nel 2024 e prevede un periodo di transizione di tre anni una volta promulgato ufficialmente sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE.
Il Cyber Resilience Act è solo l’ultimo tassello di un lungo percorso volto all’innalzamento dei livelli di cybersecurity all’interno dell’Unione Europea. A partire dall’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) nel 2018, seguito immediatamente dal Cybersecurity Act nel 2019 che propone un quadro generale per la certificazione di prodotti e servizi rispetto alla cybersecurity, l’UE ha introdotto diversi strumenti volti a incrementare i livelli di sicurezza cyber negli stati membri, sottolineando l’importanza di questa tematica nel mondo contemporaneo.
Ecco cosa occorre sapere per prepararsi al meglio al CRA.
Il Cyber Resilience Act (CRA) è un quadro giuridico di riferimento che introduce i requisiti obbligatori di cybersecurity dell'UE per i prodotti hardware e software durante il loro ciclo di vita. Si applica ai Product Digital Elements (PDE) o prodotti hardware e software fabbricati, importati e distribuiti nell'Unione Europea (UE), come laptop, dispositivi mobili, sensori e fotocamere, router, firmware, app, videogiochi, schede video e processori. Il regolamento rintroduce dei requisiti di cybersecurity per ottenere il marchio CE sui prodotti digitali.
L'obiettivo del CRA è garantire che i prodotti con elementi digitali siano meno vulnerabili e che la gestione della cybersecurity avvenga durante l'intero ciclo di vita del prodotto. Questo rafforza la fiducia e la protezione degli utenti migliorando trasparenza e affidabilità.
Per quanto riguarda le scadenze, esistono due date fondamentali da considerare in tema CRA:
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Il Cyber Resilience Act nasce in risposta alla crescita dei rischi legati a IoT, software e prodotti digitali connessi. Con l’aumento degli attacchi informatici, aziende, consumatori e istituzioni chiedono standard più chiari per la cybersecurity e la protezione dei dati.
Oggi non sono a rischio solo PC e smartphone, ma anche elettrodomestici smart, dispositivi wearable, sistemi di videosorveglianza e stampanti connesse. Se vulnerabili, questi prodotti possono diventare un punto di accesso a dati personali, reti domestiche e infrastrutture aziendali.
Per questo il CRA impone un approccio orientato a sicurezza, aggiornamenti e conformità lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Per le aziende, adeguarsi significa ridurre i rischi, proteggere i clienti e rafforzare la competitività sul mercato UE.
Il CRA si applica a quei prodotti che contengono elementi digitali il cui utilizzo previsto includa connessioni logiche o fisiche, dirette o indirette verso altri dispositivi o verso delle reti. I prodotti digitali interessati in particolare, si possono classificare in quattro categorie:
Inoltre, oltre al prodotto in sé, il CRA prevede che vengano considerate tutte le soluzioni collegate all’utilizzo del prodotto stesso che prevedono la possibilità di elaborare dati da remoto. Sia per i prodotti che per le soluzioni di elaborazione menzionate è importante fin da subito chiarire se essi rientrano o meno nella normativa, alla luce del fatto che diversi prodotti con le caratteristiche indicate, potrebbero non rientrare in scope perché già coperti da altri regolamenti più specifici.
Il CRA si basa su una serie di obblighi a livello organizzativo e di prodotto che non riguardano solamente i produttori che fabbricano il prodotto digitale, bensì anche eventuali importatori e distributori, che sono tenuti a verificare e garantire la conformità dei prodotti quando questi vengono immessi nel mercato UE. Esistono quindi degli obblighi specifici ben definiti per tutte e tre le categorie, dettagliate in articoli diversi del CRA.
La normativa si basa su alcuni requisiti essenziali di cybersicurezza tra i quali:
Un aspetto da sottolineare è poi quello delle significative sanzioni finanziarie che il CRA introduce per le non conformità:
Gli aspetti elencati fin qui sono solamente i principali temi cui porre attenzione per quanto riguarda il CRA, che presenta però altri aspetti molto importanti che sono trattati in altri specifici articoli, ad esempio, la gestione del software open source e la gestione delle modifiche sostanziali ai prodotti effettuate in seguito alla loro commercializzazione.
Il supporto fornito da TÜV SÜD per la conformità al CRA può essere suddiviso e organizzato in quattro fasi temporali di interazione con il cliente:
La prima fase è stata pensata per permettere ai partner di approfondire la normativa tramite diverse attività di workshop e training con gli esperti di TÜV SÜD, in modo da fornire al cliente gli opportuni strumenti utili alla comprensione della norma, delle attività necessarie, dello stato di sicurezza del prodotto e degli articoli della normativa che si applicano allo stesso. Una volta chiara la situazione e l’ambito di applicazione è possibile procedere con l’analisi delle caratteristiche del prodotto, identificando eventuali carenze e aspetti da correggere o migliorare su cui il cliente potrà lavorare, per poi arrivare all’effettiva esecuzione degli opportuni test di sicurezza, che sono mirati alla redazione di un test report finale. Quando necessario, in quanto ente certificatore, TÜV SÜD può rilasciare la necessaria certificazione anche per quei prodotti che rientrano nelle classi più critiche previste dalla normativa-
Preparati al Cyber Resilience Act con il supporto di TÜV SÜD -I nostri esperti ti accompagnano nel percorso verso la conformità, dalla valutazione iniziale alla certificazione.
I servizi che TÜV SÜD può fornire ai propri clienti in tema di Cyber Resilience Act sono di vario genere e tra questi vi sono:
Infine, i professionisti di TÜV SÜD sono sempre disponibili a ritagliare servizi su misura per ogni specifico cliente, cercando di soddisfare anche le necessità più particolari grazie a soluzioni customizzate che possano essere efficaci nel risolvere anche le problematiche più complesse e inusuali. L’obbiettivo di TÜV SÜD resta quello di stabilire un rapporto proficuo con i partner che permetta di favorire lo sviluppo di una cultura della sicurezza che tenga al sicuro le aziende e i consumatori dalle minacce del mondo cibernetico.
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