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Resistenza antimicrobica (AMR)

Perché rappresenta una minaccia per la salute?

La resistenza antimicrobica (AMR) è una minaccia crescente con profonde conseguenze sanitarie ed economiche. La domanda è: come possiamo aumentare la consapevolezza dei rischi che comporta?


Nell'era delle prime civiltà, il pane ammuffito veniva premuto sulle ferite e il latte acido veniva dato da bere per curare le infezioni. Ma è stato solo alla fine del XIX secolo che gli scienziati hanno scoperto perché e come questi antibiotici naturali funzionavano.

Quando si tratta di cibi, gli antibiotici sono usati per curare malattie e infezioni o per prevenire la diffusione di patologie negli animali da allevamento e nell'acquacoltura. Gli animali infetti rappresentano spesso un rischio enorme per un'intera fattoria perché i batteri si diffondono rapidamente. Gli antibiotici mantengono bassi i livelli di batteri e assicurano che questi animali siano in ottima salute per combattere qualsiasi condizione antigienica.

Negli ultimi anni, gli antimicrobici sono anche utilizzati per accelerare la crescita degli animali d'allevamento e per ottenere maggiori raccolti nelle produzioni agricole. Questo abuso, tuttavia, comporta dei rischi per la salute pubblica.

L’urgenza riguarda l’intera catena alimentare

L'uso frequente o l'uso eccessivo di antibiotici comporta diversi inconvenienti. Nel tempo, i microbi batterici sviluppano naturalmente la resistenza antimicrobica (AMR). Dunque i batteri che dovrebbero essere annientati dagli antibiotici sopravvivono ai farmaci e vengono poi trasmessi ai consumatori attraverso la filiera alimentare. Ciò può avvenire in due modi:

  • i batteri resistenti ai farmaci possono rimanere sulle carni ed essere trasmessi ai consumatori quando il cibo non è cotto correttamente
  • i fertilizzanti o l'acqua contaminati da batteri resistenti agli antimicrobici provenienti da feci animali possono essere utilizzati sui raccolti, destinati alla consumazione.

L'AMR rappresenta una grande minaccia per la salute a livello globale. Il mercato globalizzato, infatti, esaspera il problema perché, non essendoci confini geografici, siamo tutti permeabili ai rischi dei batteri resistenti agli antibiotici.

In assenza di trattamento antibiotico, questi batteri possono provocare infezioni nell’uomo fino a causarne anche la morte, se non curate. Anche con gli antibiotici, l'aumento dell'AMR ha reso inefficaci alcuni trattamenti contro gli organismi patogeni. Quando i farmaci iniziano a perdere efficacia nel trattamento delle infezioni batteriche comuni, iniziano a manifestarsi seri problemi per gli esseri umani. Si stima che solo nel 2018 circa 700.000 morti a livello mondiale potrebbero essere attribuite all'AMR e che questo numero possa salire a 10 milioni nei prossimi 35 anni.

La preoccupazione per la resistenza antimicrobica è aumentata così rapidamente che l'Unione Europea e l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) hanno unito le forze per contrastare la situazione. Per garantire la sicurezza degli alimenti per i consumatori, la FAO ha elaborato un piano d'azione AMR per il periodo 2016-2020.

Un approccio cruciale è dato dall'incentivo a un uso responsabile degli antibiotici. Questa è la chiave per invertire la tendenza dei decessi correlati agli AMR nei prossimi decenni. I produttori alimentari sono consapevoli dell'uso corretto degli antibiotici? Possiamo aiutare i produttori di alimenti a identificare la fase più critica della catena di approvvigionamento per somministrare gli antibiotici?

  1. "Come organizzazione che offre soluzioni di sicurezza alimentare end-to-end all'intera catena di fornitura, possiamo sensibilizzare le parti interessate all'uso prudente e responsabile degli antibiotici. Siamo inoltre in grado di garantire informazioni aggiornate su normative, standard e linee guida" - afferma il Dr. Ron Wacker, Responsabile globale Business Unit Food, Health & Beauty di TÜV SÜD. 

Affrontare la questione

I consumatori ben informati oggi hanno una forte influenza sul modo in cui vengono prodotti gli alimenti. Un rapporto del 2016 di Nielsen, una delle principali società mondiali per le ricerche di mercato, ha rilevato che le vendite di "carni senza antibiotici" sono cresciute di circa il 29% ogni anno tra il 2011 e il 2015.

In tutto il mondo è già stata intrapresa un'azione per rafforzare la trasparenza delle etichette alimentari. Una nuova ordinanza della città di San Francisco, ad esempio, richiede che i negozi di alimentari riportino l'uso di antibiotici per i prodotti contenenti carne e pollame.

"Effettuiamo test sui farmaci microbiologici e veterinari per garantire che siano sicuri da contaminazioni, supportando così le aziende agricole e quelle dell'acquacoltura per ridurre l'uso di farmaci veterinari non approvati", afferma il Dr. Wacker.

Insomma, la resistenza antimicrobica è diventata una minaccia globale, che colpisce sia gli esseri umani che gli animali. Per l’industria alimentare, l’esigenza più importante è quella di garantire la sostenibilità della propria produzione: come si può produrre cibo in un modo che influisca meno sull'ambiente e sulle persone? Dobbiamo sensibilizzare sia i produttori che i consumatori sull'importanza del controllo della resistenza antimicrobica nella catena alimentare.

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