End of Waste

End of Waste

Processo di recupero di un rifiuto attraverso il quale perde tale qualifica per acquisire, a determinate condizioni, quella di prodotto

Processo di recupero di un rifiuto attraverso il quale perde tale qualifica per acquisire, a determinate condizioni, quella di prodotto

Riutilizzo e riciclo sono passaggi fondamentali per lo sviluppo di un’economia circolare perché permettono di trasformare un rifiuto in una risorsa. Una delle scelte possibili per un’organizzazione che voglia sviluppare una politica di economia circolare è l’End Of Waste, cioè determinare quando, a quali condizioni e per fare cosa un rifiuto cessa di essere tale e possa essere riutilizzato per nuovi scopi.

CHE COS'È L’END OF WASTE? 

L'End of Waste è il processo di recupero di un rifiuto attraverso il quale perde tale qualifica per acquisire, a determinate condizioni, quella di prodotto. Nel 2010 l’Italia, nel recepimento della normativa comunitaria, ha emanato il Decreto Legislativo del 3 dicembre 2010, n. 205 che ha integrato la norma di riferimento italiana in materia di ambiente: il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Testo Unico ambiente, si è arricchita di una nuova disposizione ad hoc: l’art. 184-ter, rubricato “Cessazione della qualifica di rifiuto”.

A partire da tale data, una serie di Regolamenti europei e Decreti italiani hanno normato le regole per l’End of Waste di particolari tipologie di prodotti, tra cui citiamo ad esempio i Rottami (metallici, vetrosi, di rame), il Combustibile Solido Secondario (CSS), la gomma riciclata da PFU, e l’ultima categoria in ordine di tempo che è stata oggetto di regolamentazione, la Carta e Cartone.

COSA STABILISCE LA NORMATIVA SULL’END OF WASTE?

Il regolamenti e i decreti sull’End OF Waste stabiliscono modalità e criteri in applicazione dei quali i materiali derivanti da particolari processi cessano di essere considerati rifiuti e tornano ad essere “prodotti” potendo essere utilizzati per altri scopi.
In particolare, le condizioni da soddisfare affinché un rifiuto cessi di esserlo sono:

  1. comune utilizzo per scopi specifici: si deve trattare, cioè, di prodotti diffusi, generalmente applicati in ambiti noti ed atti a svolgere funzioni conosciute e definite;
  2. esistenza un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto: il fatto che esista un mercato dimostra che difficilmente l’oggetto derivante dal recupero sarà abbandonato;
  3. la sostanza o l’oggetto deve soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispettare la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti: l’oggetto deve, cioè, poter garantire le prestazioni richieste in concrete condizioni di utilizzo o di consumo, conformemente tanto alle norme di legge quanto alle norme tecniche relative al bene specifico;
  4. l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non deve portare a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.

PERCHÈ È IMPORTANTE L’END OF WASTE? 

L’obiettivo del nuovo modello economico circolare è l’eliminazione del concetto di rifiuto, puntando principalmente sulla prevenzione. In questo senso, l’End of Waste rappresenta un importante strumenti che riporta la materia all’uso del consumatore.

I SERVIZI TÜV ITALIA PER L’END OF WASTE 

TÜV Italia può fornire i propri servizi finalizzati alla verifica della sussistenza dei requisiti normativi per poter attestate che un prodotto rientri nella definizione di End of Waste, garantendo così con una attestazione indipendente tale condizione.
Tale certificazione è indispensabile alle organizzazioni che vogliono operare secondo i dettami dell’End of Waste. In particolare, TÜV Italia può offrire il proprio sevizio per le categorie di rottami metallici, rottami vetrosi, rottami di rame e carta e cartone.

 

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