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Water Footprint: proteggere le risorse idriche

Una guida per le organizzazioni

Articolo di: Primiano De Rosa Giglio

L'acqua è una risorsa essenziale per la vita sulla Terra, ma le attività umane stanno esercitando una pressione crescente sulle risorse idriche globali. In questo contesto, la water footprint emerge come un indicatore fondamentale per valutare l’impatto in termini di consumo di acqua delle attività produttive.


Acqua: una risorsa da tutelare

 

L'acqua è una risorsa essenziale per la vita sulla Terra, ma le attività umane stanno esercitando una pressione crescente sulle risorse idriche globali. L’aumento della popolazione mondiale e l'industrializzazione stanno portando ad un aumento della domanda di acqua dolce, per cui è previsto un incremento del 50% entro il 2030. Ma le risorse idriche sono limitate e spesso sottoposte a sovra-sfruttamento e inquinamento. Questi fattori, uniti alle sempre più frequenti crisi idriche causate dal cambiamento climatico, generano un impatto sull’ambiente che molto spesso è posto in secondo piano rispetto a quello delle emissioni di gas serra.

 

Le Nazioni Unite hanno fissato obiettivi di sviluppo sostenibile specifici legati all’acqua, come l’SDG 6 “Acqua pulita e igiene” e l’SDG 14 “Vita sott’acqua”, ma in realtà il consumo idrico rientra nel perimetro della gran parte degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

Indicatore della water footprint: una storia già ventennale

 

In questo contesto, la water footprint emerge come un indicatore fondamentale da comprendere e affrontare. Introdotta nel 2002 dal ricercatore olandese Arjen Hoekstra durante i suoi lavori presso l'UNESCO-IHE Institute for Water Education, la water footprint - detta anche impronta idrica o virtual water content - è un indicatore complessivo e multidimensionale che misura i volumi di acqua dolce direttamente o indirettamente consumati per realizzare un prodotto o fornire un servizio, calcolato tenendo conto di tutte le fasi del ciclo di vita di quest’ultimo. Ha una dimensione temporale e spaziale, comprendendo la localizzazione dell’area di prelievo dell’acqua utilizzata in un determinato periodo di tempo. Tramite la water footprint è quindi possibile calcolare non solo l’utilizzo totale delle risorse idriche, ma anche dove e quando queste vengono prelevate.

Il concetto di water footprint è molto simile a quello di carbon footprint che prevede il calcolo delle emissioni di CO2 di un prodotto, di un servizio o di un’organizzazione.

 

La necessità di uno standard: nasce ISO 14046

   

Proprio a causa della crescente rilevanza di questo argomento, è emersa la necessità di sviluppare uno standard internazionale che attribuisse attendibilità e trasparenza alla misurazione della water footprint. A questo scopo, nel 2014 è stata pubblicata la norma ISO 14046, che specifica principi, requisiti e linee guida relativi alla valutazione dell’impronta idrica di prodotti, processi e organizzazioni, valutazione che può essere condotta in maniera a sé stante o come parte di una più completa valutazione ambientale.

 

Come per la carbon footprint, anche il calcolo della water footprint si basa su una prospettiva legata al ciclo di vita, che permette di quantificare tutti gli impatti ambientali durante le diverse fasi del ciclo di vita di un prodotto/servizio o di un’organizzazione. Il risultato di una valutazione dell’impronta idrica è un valore singolo oppure un profilo dei risultati degli indicatori di impatto. 

 

Le principali finalità e i vantaggi della Water Footprint

 

Il calcolo della water footprint può avere diverse finalità:

  • calcolare il volume totale di acqua necessario per la produzione di un prodotto o servizio specifico;
  • calcolare il consumo di acqua all’interno di un processo produttivo;
  • calcolare il volume totale di acqua utilizzato da un’organizzazione.

 

La ISO prevede la profilazione dell’impronta idrica secondo le categorie che rappresentano gli impatti che il consumo idrico ha generato nel corso dell’attività operativa dell’organizzazione.

Alcuni dei possibili profili di impronta idrica possono essere legati scarsità/disponibilità delle acque, eutrofizzazione, acidificazione o ecotossicità delle acque.

L’impronta idrica complessiva deve includere tutti i profili di impronta idrica collegati ai prodotti, processi o organizzazioni oggetto della valutazione. Nel caso in cui si riferisca esclusivamente a profili specifici, deve essere indicata come correlata a quella particolare categoria di impatto. Ad esempio, farà riferimento all’“impronta di disponibilità idrica” nel caso in cui ci si focalizzi sulla misurazione dell’impatto sulla disponibilità idrica.

 

La misurazione dell’impronta idrica può generare una serie di vantaggi per l’organizzazione che sceglie di effettuarla:

  • Comprendere il consumo diretto e indiretto di acqua dell'organizzazione. Questo permette l’identificazione delle aree critiche di consumo idrico per il prodotto, servizio o organizzazione oggetto dello studio;
  • Migliorare l’impronta idrica attraverso l’implementazione di tecnologie orientate ad una maggiore efficienza idrica e al riutilizzo dell’acqua;
  • Potenziare la comunicazione ambientale interna ed esterna, dimostrando consapevolezza e impegno verso l’utilizzo responsabile delle risorse idriche;
  • Rendicontare la gestione idrica aziendale, valutando le prestazioni ambientali e consentendo un monitoraggio dei progressi nel corso del tempo.

 

Verifica della Water Footprint secondo la ISO 14046

 

La water footprint può essere sottoposta alla verifica di un ente terzo che ne attesti la conformità rispetto allo standard ISO 14046, garantendo un approccio standardizzato per la valutazione dell'impronta idrica in diversi settori e contesti. La verifica da parte di un ente terzo è uno strumento indispensabile per assicurare che i profili di impronta idrica rilevati dal report di water footprint siano puntuali, rispettino i principi indicati dallo standard e rappresentino al meglio il prodotto o servizio analizzato. La garanzia scientifica del metodo può essere una risorsa informativa per il pubblico, che in tal modo può accertarsi dell’attendibilità della valutazione.

 

Quantificare e ridurre l’impronta idrica è cruciale per garantire che le future generazioni abbiano accesso a risorse idriche sufficienti per soddisfare le loro esigenze. Sulla spinta dei target, delle normative internazionali e della crescente consapevolezza del pubblico sui problemi legati alle risorse idriche si osserva un numero crescente di organizzazioni che stanno cominciando a stabilire obiettivi di miglioramento della propria impronta idrica insieme a quella carbonica.

 

A questo scopo la valutazione e la verifica della water footprint secondo lo standard ISO 14046 possono rappresentare degli strumenti efficaci per rendere più efficiente la gestione dell’acqua da parte delle organizzazioni, ridurre i propri impatti negativi e ampliare il campo di applicazione delle proprie azioni di sostenibilità.

 

 

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