Con l’entrata in vigore della Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) e delle iniziative del Green Deal europeo, la decarbonizzazione del patrimonio edilizio è passata da obiettivo di policy a requisito regolatorio. Per imprese edili, produttori di materiali, investitori e proprietari immobiliari questo comporta un cambiamento strutturale: non solo migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ma dimostrare la conformità a requisiti ambientali misurabili, verificabili e tracciabili lungo il ciclo di vita (dati di prodotto → calcoli a livello edificio → rendicontazione).
In questo quadro, comprendere cosa prevede la Direttiva EPBD, come si integra con il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) e con la Tassonomia UE, e quali evidenze documentali sono richieste, è essenziale per assicurare compliance e accesso al mercato/finanza sostenibile.
Gli edifici rappresentano il 40% del consumo energetico dell’UE e il 36% delle emissioni di gas serra legate all’energia. Per le aziende della filiera costruttiva, dai produttori di materiali alle imprese edili, questo rende il settore un obiettivo primario della politica di decarbonizzazione europea.
L’85% del parco edilizio europeo è stato costruito prima del 2000 e il 75% ha prestazioni energetiche inadeguate. Con un tasso di ristrutturazione profonda di appena lo 0,2% annuo, le misure volontarie si sono rivelate insufficienti1.
Le aziende della filiera affrontano oggi una pressione su tre fronti simultanei.
Fino a pochi anni fa, strumenti come le EPD (Dichiarazioni Ambientali di Prodotto) erano volontari, usati per differenziarsi o accedere a progetti LEED e BREEAM. Oggi, con il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR), la dichiarazione del Global Warming Potential (GWP) diventa obbligatoria dal 2026. La sostenibilità non è più una scelta: è un requisito legale.
Il Green Deal Europeo punta a un’economia climaticamente neutra entro il 2050, con il pacchetto “Fit for 55” che impone una riduzione del 55% delle emissioni entro il 20302.
Tre normative chiave ridefiniscono il settore costruzioni a livello europeo: il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) disciplina ciò che entra nell’edificio, la Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD) disciplina l’edificio stesso, e la Tassonomia UE determina se il progetto è finanziabile come sostenibile. Senza dati di prodotto (CPR), la conformità dell’edificio (EPBD) è impossibile, e senza conformità dell’edificio l’allineamento alla Tassonomia, e i finanziamenti verdi che ne derivano, resta fuori portata.
In vigore dal 7 gennaio 2025, il nuovo CPR rappresenta l’aggiornamento più significativo dal 2011. Introduce la Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC) che unifica dati tecnici e ambientali in un unico documento, il reporting GWP obbligatorio dal 2026 per prodotti prioritari (cemento, acciaio, isolanti), il Digital Product Passport (DPP) con specifiche tecniche e dati ambientali, e una marcatura CE rafforzata con criteri ambientali. Le EPD conformi alla norma EN 15804 diventano la base per i dati da inserie nella DoPC.
In vigore da maggio 2024 e da recepire entro maggio 2026, la direttiva EPBD introduce per la prima volta l’obbligo di valutare le emissioni di carbonio nell’intero ciclo di vita dei nuovi edifici, tanto da far parlare delle cosiddette “case green”. Ecco i requisiti principali:Zero-Emission Buildings (ZEB): per gli edifici pubblici dal 2028, per tutti i nuovi edifici dal 2030.
Il calcolo del GWP (Global Warming Potential, espresso come kg CO₂e/m²) a livello edificio si basa sulla norma EN 15978 (valutazione della prestazione ambientale degli edifici) e su framework di reporting come Level(s). In ottica compliance, è fondamentale definire in modo trasparente confini di sistema, moduli del ciclo di vita considerati e periodo di studio (spesso 50 anni, salvo specifiche nazionali/di schema). I dati specifici di prodotto (es. EPD verificate; dati strutturati in DoPC/DPP) hanno priorità rispetto a dataset generici: aumentano l’accuratezza dell’LCA, riducono il rischio di contestazioni in fase di verifica e facilitano l’audit trail.
Prepararsi alla Direttiva EPBD richiede competenze normative, dati verificati e processi strutturati
Gli esperti di sostenibilità TÜV SÜD possono aiutarti a valutare l’impatto della Direttiva EPBD e delle “case green” sul tuo portafoglio prodotti o immobiliare e a definire una roadmap tecnica e normativa credibile.
La Tassonomia UE definisce i criteri per stabilire se un’attività economica sia sostenibile, ed è lo standard di riferimento per attrarre finanziamenti verdi:Per le nuove costruzioni: energia primaria di almeno 10% inferiore ai requisiti nZEB.
Le EPD restano la fonte primaria e verificabile per le analisi LCA degli edifici anche con l’introduzione della DoPC. Il CPR 2024 richiede che i dati GWP siano verificati da organismi indipendenti. Per i produttori, EPD robuste e aggiornate sono la chiave per restare competitivi nel nuovo scenario normativo.
Nonostante le scadenze 2026‑2030 possano sembrare lontane, la natura dei requisiti impone un’azione immediata. Le aziende che si preparano in anticipo potranno trasformare obblighi di compliance in opportunità competitive.
TÜV SÜD supporta le aziende nel settore delle costruzioni nella comprensione e nell’attuazione della legislazione europea in materia di sostenibilità attraverso servizi integrati di assistenza tecnica, test e verifica che coprono la conformità a tutto campo:
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