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Sostenibilità nel settore costruzioni: dalla direttiva EPBD alla tassonomia UE

Data: 17 Apr 2026

Sostenibilità e norme UE nel settore  costruzioni: dalla direttiva EPBD alla tassonomia UE 

Con l’entrata in vigore della Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) e delle iniziative del Green Deal europeo, la decarbonizzazione del patrimonio edilizio è passata da obiettivo di policy a requisito regolatorio. Per imprese edili, produttori di materiali, investitori e proprietari immobiliari questo comporta un cambiamento strutturale: non solo migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ma dimostrare la conformità a requisiti ambientali misurabili, verificabili e tracciabili lungo il ciclo di vita (dati di prodotto → calcoli a livello edificio → rendicontazione).

In questo quadro, comprendere cosa prevede la Direttiva EPBD, come si integra con il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) e con la Tassonomia UE, e quali evidenze documentali sono richieste, è essenziale per assicurare compliance e accesso al mercato/finanza sostenibile. 

Perché la sostenibilità è diventata un obbligo per il settore delle costruzioni 

Gli edifici rappresentano il 40% del consumo energetico dell’UE e il 36% delle emissioni di gas serra legate all’energia. Per le aziende della filiera costruttiva, dai produttori di materiali alle imprese edili, questo rende il settore un obiettivo primario della politica di decarbonizzazione europea. 
L’85% del parco edilizio europeo è stato costruito prima del 2000 e il 75% ha prestazioni energetiche inadeguate. Con un tasso di ristrutturazione profonda di appena lo 0,2% annuo, le misure volontarie si sono rivelate insufficienti1. 

Le aziende della filiera affrontano oggi una pressione su tre fronti simultanei. 

  1. La pressione normativa si intensifica. CPR, Direttiva EPBD e Tassonomia UE introducono requisiti progressivamente più stringenti su prestazioni ambientali, trasparenza e qualità dei dati (es. EPD/DoPC/DPP) e reporting e assurance ESG (coerenza con CSRD/ESRS ove applicabile), con prime scadenze operative a partire dal 2026. 
  2. La pressione di mercato segue. Committenti pubblici e privati richiedono prodotti coperti da dichiarazioni ambientali verificate e basse emissioni di carbonio. I produttori privi di questi dati rischiano l’esclusione da gare e capitolati. 
  3. La pressione finanziaria amplifica entrambe. Banche e investitori offrono condizioni di finanziamento migliori per i progetti allineati alla Tassonomia UE, rendendo la non conformità un costo esplicito del capitale. 

Fino a pochi anni fa, strumenti come le EPD (Dichiarazioni Ambientali di Prodotto) erano volontari, usati per differenziarsi o accedere a progetti LEED e BREEAM. Oggi, con il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR), la dichiarazione del Global Warming Potential (GWP) diventa obbligatoria dal 2026. La sostenibilità non è più una scelta: è un requisito legale. 
  

Direttiva EPBD, CPR e tassonomia UE: le tre normative chiave che ridefiniscono il settore 

Il Green Deal Europeo punta a un’economia climaticamente neutra entro il 2050, con il pacchetto “Fit for 55” che impone una riduzione del 55% delle emissioni entro il 20302.  

Tre normative chiave ridefiniscono il settore costruzioni a livello europeo: il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) disciplina ciò che entra nell’edificio, la Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD) disciplina l’edificio stesso, e la Tassonomia UE determina se il progetto è finanziabile come sostenibile. Senza dati di prodotto (CPR), la conformità dell’edificio (EPBD) è impossibile, e senza conformità dell’edificio l’allineamento alla Tassonomia, e i finanziamenti verdi che ne derivano, resta fuori portata. 
  

CPR 2024 – Reg. UE 2024/3110 

In vigore dal 7 gennaio 2025, il nuovo CPR rappresenta l’aggiornamento più significativo dal 2011. Introduce la Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC) che unifica dati tecnici e ambientali in un unico documento, il reporting GWP obbligatorio dal 2026 per prodotti prioritari (cemento, acciaio, isolanti), il Digital Product Passport (DPP) con specifiche tecniche e dati ambientali, e una marcatura CE rafforzata con criteri ambientali. Le EPD conformi alla norma EN 15804 diventano la base per i dati da inserie nella DoPC. 

  • Gen. 2025 Entrata in vigore del regolamento
  • Gen. 2026 Obbligo dichiarazione GWP per le categorie prioritarie
  • Gen. 2030 Estensione agli indicatori ambientali aggiuntivi
  • Gen. 2032 Compliance completa con tutti gli indicatori del ciclo di vita
      

Direttiva EPBD – Dir. UE 2024/1275 

In vigore da maggio 2024 e da recepire entro maggio 2026, la direttiva EPBD introduce per la prima volta l’obbligo di valutare le emissioni di carbonio nell’intero ciclo di vita dei nuovi edifici, tanto da far parlare delle cosiddette “case green”. Ecco i requisiti principali:Zero-Emission Buildings (ZEB): per gli edifici pubblici dal 2028, per tutti i nuovi edifici dal 2030. 

  • LCA (Life Cycle Assessment) obbligatoria: per gli edifici >1.000 m² dal 2028, per tutti i nuovi edifici dal 2030. 
  • Ristrutturazioni obbligatorie: 16% degli edifici non residenziali meno efficienti entro il 2030, 26% entro il 2033. 
  • Phase-out caldaie fossili e obbligo solar-ready per tutti i nuovi edifici. 

Il calcolo del GWP (Global Warming Potential, espresso come kg CO₂e/m²) a livello edificio si basa sulla norma EN 15978 (valutazione della prestazione ambientale degli edifici) e su framework di reporting come Level(s). In ottica compliance, è fondamentale definire in modo trasparente confini di sistema, moduli del ciclo di vita considerati e periodo di studio (spesso 50 anni, salvo specifiche nazionali/di schema). I dati specifici di prodotto (es. EPD verificate; dati strutturati in DoPC/DPP) hanno priorità rispetto a dataset generici: aumentano l’accuratezza dell’LCA, riducono il rischio di contestazioni in fase di verifica e facilitano l’audit trail. 


Prepararsi alla Direttiva EPBD richiede competenze normative, dati verificati e processi strutturati

Gli esperti di sostenibilità TÜV SÜD possono aiutarti a valutare l’impatto della Direttiva EPBD e delle “case green” sul tuo portafoglio prodotti o immobiliare e a definire una roadmap tecnica e normativa credibile.

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Tassonomia UE – Reg. UE 2020/852 

La Tassonomia UE definisce i criteri per stabilire se un’attività economica sia sostenibile, ed è lo standard di riferimento per attrarre finanziamenti verdi:Per le nuove costruzioni: energia primaria di almeno 10% inferiore ai requisiti nZEB. 

  • Per gli edifici >5.000 m²: comunicazione del GWP dell’intero ciclo di vita. 
  • Per le ristrutturazioni: riduzione di almeno il 30% del fabbisogno energetico. 
  • Almeno il 70% dei rifiuti da costruzione non pericolosi deve essere avviato a riutilizzo o riciclo.
       

Cosa cambia per gli operatori della filiera 

  • Produttori di materiali: i più impattati dal CPR. Devono produrre EPD conformi a EN 15804+A2, dichiarare il GWP nella DoPC, implementare il DPP e mantenere la documentazione per almeno 10 anni. La non conformità comporta l’esclusione dal mercato UE, dalle gare pubbliche e rischi di responsabilità legale. 
  • Imprese di costruzioni: valutazioni LCA obbligatorie dal 2028/2030, selezione di materiali con dati ambientali verificati, conformità agli standard ZEB, documentazione della gestione rifiuti con >70% di riutilizzo/riciclo. 
  • Investitori e istituti finanziari: disclosure obbligatoria SFDR, preferenza per asset con certificazione energetica classe A, valutazione del rischio di “stranded assets” per edifici non conformi.Proprietari immobiliari: verifica della classe energetica, Building Renovation Passport per roadmap a 15-20 anni, conformità MEPS, eliminazione progressiva del riscaldamento fossile.H2 Direttiva EPBD e CPR: indispensabili l’una per l’altra CPR e Direttiva EPBD sono progettati per lavorare in sinergia: i dati ambientali a livello di prodotto (EPD, DoPC) alimentano direttamente le valutazioni a livello di edificio. Senza dati affidabili, il calcolo LCA dell’edificio risulta impossibile, compromettendo la conformità EPBD. 

Le EPD restano la fonte primaria e verificabile per le analisi LCA degli edifici anche con l’introduzione della DoPC. Il CPR 2024 richiede che i dati GWP siano verificati da organismi indipendenti. Per i produttori, EPD robuste e aggiornate sono la chiave per restare competitivi nel nuovo scenario normativo. 
  

Trend futuri: oltre EPBD, CPR e Tassonomia UE 

  • Integrazione normativa: entro il 2027, gli Stati membri dovranno pubblicare roadmap per limiti GWP sui nuovi edifici, collegando direttamente requisiti di prodotto e prestazioni dell’edificio. 
  • Digital Product Passport: obbligatorio per molti prodotti da costruzione entro il 2030, integrerà DoPC, dati ambientali e informazioni per il fine vita. 
  • Banche dati europee dei materiali: database centralizzati per garantire comparabilità tra prodotti e Paesi, interoperabilità con sistemi BIM e piattaforme di certificazione. 
  • Verifiche di terza parte in crescita: la domanda di verifiche indipendenti continuerà ad aumentare, dalle EPD ai report CSRD, fino alla verifica di conformità alla Tassonomia UE.
      

Come prepararsi ora ai requisiti CPR, EPBD e Tassonomia UE 

Nonostante le scadenze 2026‑2030 possano sembrare lontane, la natura dei requisiti impone un’azione immediata. Le aziende che si preparano in anticipo potranno trasformare obblighi di compliance in opportunità competitive. 

  • Mappa i tuoi prodotti e asset rispetto ai requisiti CPR, EPBD e Tassonomia. 
  • Avvia lo sviluppo di EPD per i prodotti prioritari. 
  • Investi in formazione su LCA, reporting ESG e normative europee. 
  • Prepara i sistemi per il Digital Product Passport con soluzioni PIM adeguate. 
  • Stabilisci partnership con enti di certificazione accreditati. 
  • Integra criteri di sostenibilità nelle politiche di approvvigionamento.
      

Come TÜV SÜD può aiutarti 

TÜV SÜD supporta le aziende nel settore delle costruzioni nella comprensione e nell’attuazione della legislazione europea in materia di sostenibilità attraverso servizi integrati di assistenza tecnica, test e verifica che coprono la conformità a tutto campo: 

  • Preparazione normativa e gap analysis: interpretazione di CPR, Direttiva EPBD, CSRD/ESRS, ESPR, PPWR, CBAM, Tassonomia UE; verifiche di applicabilità e roadmap di conformità.Implementazione tecnica: LCA, EPD, PEP, verifica del contenuto riciclato, certificazione biogenica e di biodegradabilità, valutazione strumenti software. 
  • Valutazione della conformità: servizi indipendenti di test, verifica e garanzia a supporto della presunzione di conformità e documentazione pronta per l’audit. 
  • Supporto end-to-end: dalla strategia alla progettazione, dall’implementazione alla rendicontazione e verifica di terza parte, a livello globale e in tutti i settori. Le normative UE sono in continua evoluzione e questo articolo non fornisce consulenza legale. Contatta uno specialista di sostenibilità TÜV SÜD per scoprire come questi sviluppi normativi influiranno sulla tua attività e per iniziare a preparare la tua roadmap. 

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