panorama verdeggiante simbolo di carbon neutrality
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ISO 14068-1: la nuova norma per la carbon neutrality

Articolo di: Simone Comes Data: 24 Apr 2025

Carbon Neutrality: cosa cambia con la nuova norma ISO 14068-1 rispetto alla PAS 2060

Con l’aumento della pressione normativa e sociale sul tema del cambiamento climatico, le organizzazioni sono chiamate a dimostrare impegni concreti verso la carbon neutrality. Fino ad oggi, il riferimento principale è stato la PAS 2060, una specifica tecnica sviluppata dal British Standards Institution (BSI).

Da novembre 2023, però, è in vigore la ISO 14068-1:2023, nuovo standard internazionale per la neutralità carbonica, che rappresenta un importante passo avanti nel definire criteri chiari, condivisi e verificabili per la neutralità carbonica.

Verso uno standard globale per la neutralità carbonica

La PAS 2060, pubblicata inizialmente nel 2010 e aggiornata nel 2014, ha rappresentato un primo passo importante per le organizzazioni che desideravano certificare la propria carbon neutrality. Tuttavia, in quanto "Publicly Available Specification", presentava limiti, soprattutto in termini di riconoscimento globale.

La nuova ISO 14068-1, parte della famiglia ISO 14000 dedicata alla gestione ambientale, colma queste lacune. Frutto di un processo globale di normazione, definisce principi, requisiti e linee guida per dimostrare una carbon neutrality credibile e integrabile nei sistemi aziendali.

Phase-out PAS 2060: Scadenze da ricordare

  • Dal 1° gennaio 2025 BSI non fornisce più la verifica secondo la PAS 2060
  • Lo standard sarà ritirato ufficialmente il 30 novembre 2025

Le organizzazioni hanno quindi un orizzonte temporale chiaro per allinearsi alla nuova norma ISO.


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ISO 14068-1: sei novità rispetto alla PAS 2060

1. Struttura più solida e allineata agli standard ISO

La ISO 14068-1 adotta una struttura armonizzata, in linea con gli altri standard della famiglia ISO 14000. Questo facilita l’integrazione con sistemi di gestione ambientale (ISO 14001), quantificazione dell’inventario di gas serra (ISO 14064-1) o carbon footprint di prodotto (ISO 14067). La norma risulta così più adatta a essere inserita in strategie aziendali già esistenti.

2. Gerarchia vincolante delle azioni di mitigazione

Lo standard introduce una gerarchia chiara per la mitigazione delle emissioni. La ISO 14068-1 stabilisce che la carbon neutrality debba essere raggiunta prioritariamente attraverso:

  • la riduzione delle emissioni,
  • il potenziamento delle rimozioni (es. riforestazione, cattura della CO),
  • e solo infine, se necessario, la compensazione delle emissioni residue tramite crediti di carbonio di qualità.

Questa logica impone un approccio graduale ma strutturato, che scoraggia il ricorso esclusivo o prematuro alle compensazioni.

3. Piano di gestione documentato e verificabile

La ISO 14068-1 introduce l’obbligo di predisporre un piano di gestione della neutralità carbonica maggiormente dettagliato e documentato che includa, tra le altre cose:

  • definizione di ruoli e responsabilità per l’implementazione della Carbon Neutrality;
  • informazioni relative alla quantificazione dell’impronta di carbonio;
  • obiettivi di riduzione a breve e lungo termine;
  • azioni previste per la mitigazione e il monitoraggio;
  • criteri di selezione dei crediti di compensazione.

Il Piano di gestione diventa quindi il cuore operativo della strategia climatica, e deve essere regolarmente aggiornato e revisionato, secondo i principi di miglioramento continuo.

4. Ambizione climatica come obiettivo

Un’altra novità rilevante è l’enfasi posta sul livello di ambizione climatica, già visto in altri programmi legati alla decarbonizzazione (es. SBTì). La norma stabilisce che il percorso verso la neutralità non sia un traguardo statico, ma debba prevedere obiettivi crescenti nel tempo, coerenti con la scienza e con gli obiettivi climatici globali (es. l’Accordo di Parigi).

L’ambizione deve riflettersi nella scelta di strategie sempre più incisive per la riduzione delle emissioni, nella progressiva riduzione della quota di emissioni compensata, e nell’adozione di strumenti tecnologici o naturali per aumentare la capacità di rimozione.

5. Report di Carbon Neutrality obbligatorio

La nuova norma introduce l’obbligo di pubblicare un report di carbon neutrality, che documenti in modo chiaro, completo e trasparente il percorso intrapreso. Il report deve contenere alcuni elementi essenziali ai fini della tracciabilità delle informazioni, tra cui:

  • il periodo di rendicontazione;
  • riferimenti alle informazioni contenute nel piano di gestione della carbon neutrality;
  • la descrizione del soggetto e dei confini analizzati;
  • la metodologia di quantificazione delle emissioni;
  • il piano di mitigazione e il tipo di interventi effettuati;
  • i crediti di carbonio acquistati e ritirati (quantità, provenienza, tracciabilità);
  • informazioni specifiche sui programmi dei crediti di carbonio acquistati;
  • i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi dichiarati;
  • l’opinione di verifica;
  • eventuali limiti, incertezze o criticità rilevate.

6. Verifica da parte di ente indipendente

Mentre la PAS 2060 lasciava spazio anche a dichiarazioni auto validate, la ISO 14068-1 richiede che le dichiarazioni di carbon neutrality siano sottoposte a verifica da parte di organismi terzi secondo lo standard ISO 14064-3 o standard equivalenti. Questo rafforza l’attendibilità delle affermazioni pubbliche, garantendo che i dati e le azioni dichiarate siano effettivamente conformi ai requisiti normativi e scientificamente fondati.

Inizia ora l’adeguamento: evitare i rischi, valorizzare l’impegno

Il passaggio dalla PAS 2060 alla ISO 14068-1 rappresenta un’evoluzione fondamentale verso una carbon neutrality misurabile e certificabile.

Iniziare oggi l’adeguamento:

  • minimizza i rischi reputazionali,
  • rafforza la fiducia degli stakeholder,
  • valorizza l’impegno ambientale dell’organizzazione.

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