moelstie olfattive
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Molestie olfattive: misurazione con l’olfattometria dinamica

Articolo di: Fulvio Mattaliano Data: 13 May 2025

Che cosa si intende per molestie olfattive?

Un problema reale segnalato dai cittadini

Le molestie olfattive sono tra le principali cause di disagio segnalate dai cittadini agli enti locali. Si tratta di odori percepiti come sgradevoli o persistenti, spesso associati ad attività industriali o agricole, capaci di influenzare negativamente la qualità della vita nei contesti urbani e rurali.

Secondo i dati raccolti in alcuni territori, le autorità ricevono centinaia di segnalazioni all’anno. E in molti casi, il problema è reale: emissioni odorigene che si diffondono nell’ambiente senza controllo, mettendo in difficoltà non solo le comunità ma anche le aziende, soggette a normative sempre più stringenti.

Le fonti principali delle emissioni odorigene

Le molestie olfattive possono derivare da numerose attività industriali, agricole e di gestione dei rifiuti, che generano emissioni odorigene in fase di produzione, trattamento o stoccaggio delle sostanze.

Olfattometria dinamica: come funziona la misurazione degli odori

La norma UNI EN 13725: un riferimento tecnico riconosciuto

Per affrontare in modo oggettivo il fenomeno delle molestie olfattive esiste una metodologia riconosciuta: l’olfattometria dinamica. Si basa sulla norma UNI EN 13725, recepita in Italia nel 2004. Questa tecnica consente di determinare la concentrazione degli odori tramite l’analisi di campioni prelevati sul campo e sottoposti a un panel di valutatori qualificati.

Il ruolo dei laboratori olfattometrici e del panel di valutatori

I campioni vengono diluiti a diverse concentrazioni e sottoposti all’esame del panel, che esprime un giudizio di presenza o assenza dell’odore. Il risultato è una misurazione oggettiva e ripetibile della concentrazione di odore, espressa in unità odorimetriche per metro cubo.

Il quadro normativo sulle emissioni odorigene in Italia

Il D.Lgs. 152/2006 e l’articolo 272-bis

Il D.Lgs. 152/2006, con l’art. 272-bis, prevede che le autorizzazioni ambientali possano includere misure specifiche per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene.

Le attività soggette a obbligo di valutazione olfattiva

Il Ministero dell’Ambiente ha individuato diverse attività industriali, agricole e di trattamento rifiuti per le quali è obbligatoria la valutazione delle emissioni odorigene, come: impianti di biogas, compostaggio, produzione di concimi, lavorazione di scarti animali o vegetali, tra gli altri.

Quando le segnalazioni della cittadinanza incidono sull’autorizzazione

Anche le aziende che non rientrano negli obblighi espliciti possono essere soggette a valutazione olfattiva qualora vi siano segnalazioni significative da parte della cittadinanza o dei recettori sensibili (scuole, ospedali, etc).

Il supporto di TÜV Italia nella gestione delle molestie olfattive

Misurazioni affidabili e conformi alle normative vigenti

TÜV Italia offre un servizio completo di olfattometria dinamica conforme alla norma UNI EN 13725, con personale qualificato e laboratori accreditati. Le misurazioni sono precise, oggettive e utili sia per l’autorizzazione che per la gestione dei reclami.

Un partner tecnico per prevenire rischi ambientali e reputazionali

Con un approccio tecnico, indipendente e orientato alla qualità, TÜV Italia supporta le aziende nella gestione delle emissioni odorigene, contribuendo a rafforzare la reputazione ambientale e la conformità normativa.

 

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