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Il percorso formativo di un tecnico per l’esecuzione di prove non distruttive

Intervista ai responsabili della Formazione in Bytest

La normativa UNI EN ISO 9712 stabilisce 3 livelli di certificazione del personale che effettua prove non distruttive in campo industriale. Il livello 3 possiede il massimo grado di responsabilità e competenza. Claudia Petrone, BLM Formazione, e Dario Panaccione, tecnico livello 3 nel metodo UT UNI EN ISO 9712, ci raccontano criticità e valore aggiunto di questa certificazione.


La normativa UNI EN ISO 9712:2012 è la normativa che stabilisce i principi per la qualificazione e la certificazione del personale incaricato di effettuare prove non distruttive (PND) in campo industriale. Il termine "industriale" implica l'esclusione delle applicazioni nel campo della medicina.

Esistono 3 livelli di certificazione:

  • Livello 1: è un operatore che ha dimostrato la competenza necessaria ad eseguire prove non distruttive secondo procedure scritte e sotto la supervisione di personale di livello 2 o 3.Il tecnico di livello 1 è in grado di regolare le attrezzature utilizzate durante i controlli, eseguire i controlli, registrare e classificare i risultati delle prove, redigere un rapporto dei risultati.
  • Livello 2: è un operatore che, oltre ad aver dimostrato di possedere le capacità del livello 1, è anche in grado di selezionare le tecniche di controllo più idonee, di tradurre ed interpretare le norme, le specifiche e le procedure PND, di interpretare e valutare i risultati ottenuti, di fornire assistenza al personale di livello 1 o 2.
  • Livello 3: è un  operatore che, oltre a possedere le capacità richieste ai livelli 1 e 2, ha una sufficiente conoscenza pratica dei materiali e dei processi di fabbricazione, possiede una conoscenza generale degli altri metodi di controllo oltre a quello per cui è certificato.

Inoltre, un addetto certificato a livello 3, può essere autorizzato ad assumersi la piena responsabilità di un laboratorio di prova o di un centro di esame e del relativo personale, a emettere, revisionare e convalidare procedure PND, a eseguire e sovrintendere tutti gli incarichi di tutti i livelli, in ultimo può erogare corsi di formazione. Il percorso di qualificazione include un minimo di ore di formazione ben definito dalla norma per ogni metodo di controllo, come di seguito indicato:

Schema formazione

Nulla, invece, di ben definito viene prescritto in merito alla formazione che riguarda tutti gli aspetti generali che fanno parte dell’esame base per i livelli 3. In sostanza, La normativa ISO 9712 non prevede ore di addestramento base per i livelli 3, quindi non vengono trascurati argomenti importanti come la metallurgia, i trattamenti termici, ecc.

Nello specifico, i temi dell’esame base sono i seguenti:

  • Conoscenze tecniche nella scienza dei materiali e tecnologie di processo
  • Conoscenze del sistema di qualificazione e di certificazione dell’organismo di certificazione in base alla norma UNI EN ISO 9712
  • Conoscenza generale di almeno 4 metodi richiesti per il livello 2 e scelti dal candidato. Questi 4 metodi devono comprendere almeno un metodo volumetrico (UT o RT).

Date queste premesse, abbiamo chiesto a Claudia Petrone, BLM Formazione, come si comporta Bytest nel risolvere questo gap nel sistema normativo.

I temi sopra citati sono complessi e variegati e difficilmente un candidato può essere preparato in queste materie senza aver frequentato corsi di formazione specifici. La norma UNI EN ISO 9712 evidenzia solo che la preparazione può essere completata in modi differenti che dipendono dal background scientifico e tecnico del singolo candidato.

A questo problema i tecnici Bytest rimediano attraverso i corsi proposti dall’’AIPND (Associazione Italiana per le Prove Non Distruttive) che offre un corso specifico mirato proprio al superamento dell’esame base di livello 3. Fino allo scorso anno la proposta formativa dell’AIPND proponeva 40 ore di corso, concentrate in una settimana, sulle tematiche principali dell’esame di base. Da quest’anno, invece, la proposta formativa si è diversificata e sono stati creati dei moduli di formazione, ciascuno su un argomento diverso, moduli approfonditi da esperti del settore, ed il candidato è libero di iscriversi o solo a quelli in cui ha più carenze formative o di partecipare comunque a tutto il corso. In questo modo, la proposta formativa, è passata da 40 a 64 ore totali, suddivise in più moduli e curate maggiormente negli argomenti.

Claudia, ritieni che la partecipazione a questi percorsi formativi sia necessaria e che costituisca un plus per chi intende certificarsi di livello 3?

Senza dubbio, la partecipazione a questi percorsi formativi è garanzia di competenza. Ho avuto prova concreta della necessità di una formazione di base per chi vuole certificarsi tecnico di livello 3 quando ho partecipato personalmente ad una sessione d’esame, durante la quale dei candidati che non avevano seguito nessun corso generale, di questi solo uno su 5 ha superato l’esame di base.

Da qui si evince l’importanza della formazione e dell’esperienza plurisettoriale necessarie per la raggiungere il terzo livello, un tecnico che avrà, da lì in avanti, molti oneri e responsabilità. Bytest ha sempre dato la possibilità ai propri dipendenti che hanno intrapreso la strada per diventare livelli 3 di partecipare ai corsi proposti dall’AIPND, e questo ha permesso a tutti di superare brillantemente l’esame e di aumentare notevolmente le proprie competenze e conoscenze nell’ambito dei controlli non distruttivi.

Una volta compresa l’importanza di una certificazione che si basa su una formazione approfondita e specialistica, vediamo qual è il valore aggiunto di un tecnico di livello 3 all’atto pratico.

Abbiamo chiesto a Dario Panaccione, tecnico livello 3 nel metodo UT, di spiegarci l’importanza che ha un addetto certificato di livello 3 impiegato in “produzione”, soprattutto nell'attività a supporto dei secondi livelli.

Il mondo dei controlli non distruttivi è un mondo complesso, sia a livello tecnico e di conoscenze specifiche, sia di rapporti interpersonali tra gli operatori e tra loro ed i clienti. Ogni giorno un operatore certificato di livello 2 si trova ad affrontare problemi connessi al proprio metodo di controllo e, come se non bastasse, deve riuscire a mantenere un rapporto con i clienti, sempre più esigenti. A supporto di un 2° livello, molto spesso viene chiamato in causa l’operatore certificato di livello 3. La norma UNI EN ISO 9712 nella descrizione dell’operatore certificato di livello 3 cita testualmente:

Un tecnico certificato di livello 3 ha dimostrato la competenza necessaria ad eseguire e dirigere attività PND per la quale è certificata. Inoltre, nell’ambito della qualificazione definita nel certificato, il personale di livello 3 può essere autorizzato a:

    • Stabilire, riesaminare per verificarne la correttezza editoriale e tecnica, nonché convalidare le istruzioni e le procedure PND;
    • Interpretare norme, codici, specifiche e procedure;
    • Stabilire i particolari metodi di prova, le procedure e le istruzioni PND da utilizzare;
    • Eseguire e sovrintendere a tutti gli incarichi di tutti i livelli;
    • Fornire assistenza al personale PND di tutti i livelli.

    Molto spesso capita di aver a che fare con clienti molto esigenti, preparati nel loro specifico campo di produzione ma non pienamente consapevoli delle varie metodologie dei controlli non distruttivi. Capita di incontrare clienti pronti a contestare qualsiasi difetto riscontrato in fase di controllo, questo perché va ad influire spesso sulla propria produzione e sui tempi di consegna.

    Presentarsi come operatore di livello 3, uso un’immagine un po’ forte, mette un “muro” tra la contestazione e l’interpretazione della difettosità riscontrata. Essere un operatore di livello 3 pone, nei confronti del cliente, in una posizione di quasi incontestabilità.

    In altre parole, si capisce come un operatore di livello 3 possa essere un punto riferimento per gli operatori di livello 1 e 2 e come possa avere l’autorità per dirimere contestazioni da parte dei clienti sorte nella fase dei controlli. La presenza di un operatore di livello 3, quindi, può essere davvero cruciale?

    Nella mia esperienza personale in “campo” posso dire che aiuta molto e costituisce un notevole vantaggio nella gestione del cliente. Faccio un esempio: mi sono trovato a dover eseguire controlli su particolari dove, oltre ad essere l’operatore, ero anche colui che aveva redatto la procedura di controllo, quindi pienamente consapevole di cosa fare e come farlo, dei criteri di accettabilità e di come risolvere problemi se ce ne fossero stati. Molto spesso questi controlli erano presenziati, ossia venivano svolti sotto la supervisione di un ente terzo, super partes e chiamato dal cliente finale a verificare la correttezza del controllo e la piena aderenza a quanto scritto in procedura. Essere colui che quella procedura l’aveva scritta mi metteva nei confronti dell’ente ispettivo in una condizione di vantaggio, anche psicologico. È difficile contestare l’esecuzione di un controllo se sei tu che hai deciso come farlo.

    Per quanto riguarda invece il rapporto con gli operatori di livello 1 e 2, il livello 3 diventa una guida tecnica e un punto di riferimento con il quale interfacciarsi per ogni problema inerente il controllo specifico. Ad esempio, recentemente un operatore in campo mi ha contattato per un confronto su un’indicazione riscontrata e sulla quale aveva dei dubbi. Da livello 3 mi sono assunto la responsabilità, valutando quanto visto nella foto inviatami, di bloccare momentaneamente la conformità del pezzo e di far eseguire al cliente delle lavorazioni ulteriori in modo da essere certi di quanto riscontrato.

    In conclusione la figura del livello 3 messa in “produzione” garantisce all’azienda un punto di riferimento. Un tecnico così qualificato, inviato presso clienti appena acquisiti dimostrala professionalità e l’esperienza tecnica che il laboratorio può offrire e apre la strada ai livelli 1 e 2 che andranno successivamente ad eseguire i controlli. Presentarsi con il massimo della professionalità all’inizio del rapporto con il cliente è importante, presentarsi con un livello 3 dimostra l’attenzione che Bytest pone nella soddisfazione del cliente.

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