Plastica bottigliette sostenibilità
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Direttiva SUP: il tappo non si stacca, ma non è un difetto!

Articolo di: Redazione

Con il Decreto Legislativo n. 196 è stata recepita la Direttiva del 5 giugno 2019, n. 2019/904/UE “sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti in plastica sull’ambiente” (cd. Direttiva SUP).


La finalità del decreto è quella di prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare l’ambiente acquatico, e sulla salute umana. Oltre ad incentivare misure volte a promuovere l’utilizzo di plastica riciclata idonea al diretto contatto alimentare nelle bottiglie per bevande.

Tra le misure introdotte, il decreto prevede specifici requisiti per le bottiglie per bevande e relativi tappi e coperchi, con una capacità fino a tre litri. 
I tappi delle bottiglie sono, infatti, tra i rifiuti più comuni che si possono trovare a terra e tra i dieci prodotti inquinanti più spesso rinvenuti sulle spiagge europee perché possono staccarsi facilmente dai loro contenitori e andare perduti per semplice distrazione. In generale, secondo un dossier di Legambiente, la plastica è il materiale più rinvenuto, rappresenta l'81% dei rifiuti sulle spiagge italiane
Per questo, l’Art. 6 del Decreto Legislativo n. 196, recita così:

A decorrere dal 3 luglio 2024, i prodotti di plastica monouso elencati nella parte C dell’allegato i cui tappi e coperchi sono di plastica possono essere immessi sul mercato solo se i tappi e i coperchi restano attaccati ai contenitori per la durata dell’uso previsto del prodotto.

Molte aziende si sono già adeguate, senza aspettare il 2024, e hanno iniziato a produrre questo genere di tappi. Tu li hai già visti? Parliamo dei tappi tethered ossia un tappo su bottigliette e contenitori di plastica che non si stacca da essi anche dopo l’apertura, assicurando il corretto smaltimento del tappo.

I Laboratori pH supportano le aziende del settore effettuando numerosi test e offrendo vari servizi:

  • Test accreditati su materiali in plastica compostabile e riciclata, in conformità a leggi nazionali e a standard europei e internazionali.
  • Determinazione della percentuale di riciclato.
  • Definizione del testing plan: migrazioni globali, migrazioni specifiche nei diversi simulanti, cessione di metalli, migrazione di coloranti, NIAS (composti non intenzionalmente aggiunti), residuo solventi e valutazione del set-off.
  • Caratterizzazione qualitativa e quantitativa di materiali anche in miscele e compositi complessi.
  • Test su carta in conformità a leggi nazionali a standard di altri Paesi Europei.
  • Risk assessment sui materiali non normati in maniera specifica.

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