sostenibilità parità di genere
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Parità di genere: l’altro lato della sostenibilità

La PdR 125 a servizio della sostenibilità

Articolo di: Francesco Bovalo

Parità di genere: l’altro lato della sostenibilità

La Prassi di Riferimento (PdR) 125 per la Certificazione della parità di genere a servizio della sostenibilità


Il panorama mondiale e italiano

Negli ultimi anni, a livello globale, ci sono stati progressi considerevoli nell’integrazione delle donne nel mondo del lavoro e nella possibilità alle bambine di iscriversi a scuola; tuttavia, c’è ancora molto da fare su temi come la violenza contro le donne, le disparità economiche e la bassa partecipazione delle donne alla vita politica. In Italia, e altrove, l’occupazione femminile ha risentito pesantemente degli effetti della pandemia da Covid19, affermazione che trova conferma in uno studio OECD secondo il quale nell’ultimo trimestre del 2020 il tasso di disoccupazione femminile del nostro Paese arrivava al 10% mentre in alcuni Stati virtuosi, come la Germania, appena il 4,6%.
È chiaro quindi come la Parità di genere sia un tema prioritario e un requisito cardine anche per uno sviluppo sostenibile, in particolare dal punto di vista sociale ed economico.

La PdR 125:2022 per la Certificazione della parità di genere

In questo contesto si colloca la Certificazione della parità di genere delineata dal PNRR, in particolare nella missione M5: Inclusione e Coesione; l’inclusione di tale tematica nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ne attesta il carattere prioritario e la necessità di agire in questo campo.
La certificazione si basa sulla Prassi di Riferimento UNI/PdR 125, pubblicata il 16 marzo 2022, che definisce le linee guida per l’implementazione di un sistema di gestione per la parità di genere, anche tramite la definizione di un insieme di KPI rispetto ai risultati delle politiche di parità di genere nell’organizzazione. 

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All’interno della norma sono state individuate sei aree principali, e relativi indicatori, che determinano il livello di maturità raggiunto dall’organizzazione in materia di Parità di Genere:

  • Cultura e strategia
  • Governance
  • Processi HR
  • Opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda
  • Equità remunerativa per genere
  • Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro

Conclusioni

La Certificazione di Parità di Genere consente alle organizzazioni di accedere a sgravi fiscali e a premialità nella partecipazione a bandi italiani ed europei, ma non solo. L’implementazione di un sistema di gestione della Parità di Genere supporta la compliance legislativa, in particolare con la legge 5.11.2021 n.162 denominata anche Legge sulla parità salariale che determina l’obbligo di redigere un rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile per le aziende che occupano più di 50 dipendenti.
L’implementazione di un sistema di gestione per la parità di genere basato sulla PdR 125:2022, e della certificazione di parte terza di tale sistema consente inoltre alle aziende di dimostrare ai propri stakeholder l’impegno sulla tematica e di integrare politiche, obiettivi e indicatori con quelli di altri sistemi di gestione come la SA8000 oppure con altri processi come quelli per la redazione del Bilancio di Sostenibilità.

La sostenibilità è un concetto che comprende aspetti ambientali, sociali ed economici. Lo stesso Green Deal, set di politiche sviluppate dall’Unione Europea per arrivare ad un’Unione carbon neutral entro il 2050, si pone l’obiettivo di una transizione verso la sostenibilità che sia “just” ossia giusta, equa ed inclusiva. In questo contesto è chiaro come l’eliminazione del gender gap sia un passaggio imprescindibile verso lo sviluppo sostenibile e la PdR 125 sia, per il nostro paese, la chiave di volta per un futuro inclusivo e sostenibile per il genere femminile.

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