Le competizioni motoristiche stanno affrontando la sfida di diventare più sostenibili. Una soluzione è l'adozione di e-fuel e biofuel. Scopriamo come questi carburanti stanno trasformando il mondo delle corse.
Potrebbe sembrare un’impresa impossibile, tuttavia sono già in atto delle piccole-grandi rivoluzioni. A partire dal 2026, per esempio, la massima categoria motoristica a livello mondiale, la Formula 1, utilizzerà solo fornitori di combustibili la cui ecosostenibilità sia certificata. Sarà lasciata libera scelta alla tipologia di molecole da impiegare, ma dovrà essere stabilito se impiegare una tipologia di e-fuel o bio-fuel.
L’e-fuel è un prodotto artificiale derivato dalla sintesi di anidride carbonica e idrogeno. L’idrogeno (H2) si ottiene per elettrolisi dall’acqua utilizzando una grande quantità di energia elettrica, necessaria per attivare la trasformazione chimica, che deriva da fonti rinnovabili, come quella solare, eolica, idrica, geotermica o delle maree. Invece l’anidride carbonica (CO2) viene prelevata dall’atmosfera e unita all'idrogeno nella seconda fase del processo di produzione: le due molecole vengono unite in un catalizzatore ad alta pressione e viene convertita in un vettore energetico liquido, creando così l’e-fuel.
Il biofuel deriva dalle biomasse, come rifiuti o scarti di alcune produzioni industriali che vengono lavorati e processati chimicamente sino alla creazione di carburante biologico. Ad esempio, l’etanolo si ottiene dalla lavorazione degli scarti delle coltivazioni di canna da zucchero attraverso la fermentazione alcolica.
Oltre alla F1, già citata, anche la 24 ore di Le Mans aprirà ai motori a idrogeno, probabilmente a partire dal 2028, quando, appunto, sarà possibile schierare auto dotate sia di celle a combustibile che di motori a combustione a idrogeno. L’Automobile Club de L’Ouest (ACO) ha annunciato la collaborazione con H24Project per la realizzazione di un prototipo a emissioni zero. L’obiettivo è quello di testare ufficialmente questo prototipo alla 24 Ore di Le Mans del 2025 per arrivare all’introduzione ufficiale dell’idrogeno nella medesima competizione del 2028 e al WEC nel giro dei successivi 2 anni.
Il capitolo dei combustibili sostenibili, si inserisce in un ambito molto più complesso del motorsport, ovvero rendere ogni evento automobilistico il più sostenibile possibile: ma come si ottiene un evento motoristico sostenibile?
In maniera macro si devono traguardare tre obiettivi, questi sono: utilizzare carburanti con una percentuale crescente di elementi sostenibili, come, per l’appunto e-fuel e biofuel, ridurre l’uso di plastiche ed azzerare le plastiche monouso, in ultimo rivedere la logistica dei viaggi e dei trasporti di tutte le merci destinate all’evento.
In un futuro non distante, potremo quindi continuare a vedere vetture che si sfidano in pista ma il qui impatto ambientale sarà ridotto al minimo.
Non solo: non è difficile pensare che l’obiettivo finale di ogni sforzo che coinvolge i migliori marchi automobilistici al mondo, i più grandi produttori di carburante al mondo e le migliori menti nel campo della ricerca applicata, sia quello di ottenere a breve il carburante sostenibile al 100%, denominato “drop-in”, perché potrà essere utilizzato nella medesima composizione anche sulle vetture stradali dotate di motori a combustione interna, quindi sulle vetture che tutti a noi usiamo ogni giorno.
- ISO 20121 per eventi sostenibili
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