Comunicato stampa
Comunicato stampa
Dal 21 settembre le imprese possono accedere ai contributi del programma da 7,5 milioni di euro per la certificazione UNI/PdR 192:2026. TÜV Italia spiega cosa cambia per le organizzazioni.
La conciliazione tra vita familiare e lavoro non è più soltanto una questione di welfare. Per le imprese può diventare anche un elemento di competitività, capace di incidere sulla capacità di attrarre e trattenere le persone e, più in generale, sulle performance aziendali.
“La UNI/PdR 192:2026 porta un tema che per le HR è già molto concreto, quello dell'equilibrio tra vita professionale e personale, dentro un sistema strutturato e misurabile – commenta Marina Colapenna, People Director di TÜV Italia –. Oggi non basta più offrire singole iniziative di welfare: le persone chiedono di sentirsi realmente supportate nelle diverse fasi della propria vita. Avere un riferimento che consenta di organizzare, monitorare e verificare queste politiche significa dare loro continuità e renderle parte integrante della cultura aziendale. E questo può avere un impatto anche sulla capacità dell'impresa di attrarre e trattenere le proprie persone”.
Dalle dichiarazioni alle evidenze: il ruolo della certificazione
Per TÜV Italia, il valore della nuova prassi sta anche nella possibilità di sottoporre le politiche di conciliazione a una valutazione indipendente di terza parte. La certificazione consente infatti all'organizzazione di dimostrare, attraverso evidenze e indicatori, come le misure adottate siano integrate nei propri processi e non rappresentino soltanto iniziative isolate.
“La novità più importante è proprio il passaggio da un insieme di iniziative a un sistema che può essere valutato attraverso criteri e indicatori definiti – spiega Anna Sara, Auditor di TÜV Italia –. La UNI/PdR 192:2026 permette di verificare come l'organizzazione gestisce concretamente temi come flessibilità, genitorialità, supporto ai caregiver e benessere delle persone. La certificazione di terza parte aggiunge un elemento di oggettività e credibilità, perché consente all'azienda di dimostrare il proprio impegno sulla base di evidenze verificabili”.
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