Nuovi limiti per i residui di acido fosfonico negli alimenti
Nuovi limiti per i residui di acido fosfonico negli alimenti
Dal 29 aprile 2025 si applica il Regolamento (UE) 2024/2619, che modifica gli allegati II e III del Regolamento (CE) n. 396/2005 per quanto riguarda i livelli massimi di residui (LMR) di alcune sostanze attive, in particolare fosetil, fosfonati di potassio e fosfonato di sodio.
Il nuovo regolamento aggiorna la definizione di residuo: non viene più considerato il principio attivo fosetil, ma esclusivamente il suo metabolita acido fosfonico e i relativi sali. Di conseguenza, anche i limiti massimi di residui vengono adattati per riflettere questa nuova impostazione.
L’acido fosfonico – o fosfonato di potassio – è un principio attivo ad azione sistemica utilizzato in agricoltura per il controllo di malattie fungine, in particolare contro la peronospora. È impiegato in diverse colture, e la sua corretta gestione è oggi più che mai fondamentale per garantire la conformità ai nuovi requisiti normativi.
I laboratori pH – gruppo TÜV SÜD, grazie alla loro competenza analitica e strumentazione avanzata, sono in grado di effettuare la determinazione dell’acido fosfonico e dei suoi sali in tutte le matrici alimentari rilevanti. Il servizio si affianca alle consuete analisi multiresiduali, offrendo un supporto completo per il monitoraggio e la conformità dei prodotti agroalimentari ai nuovi LMR stabiliti dall’Unione Europea.
Inoltre, i laboratori pH hanno accreditamenti per i Pesticidi con Accredia, BNN, QS, GMP+, che ulteriormente garantiscono una gestione del sistema laboratorio/matrice/prova secondo standard qualitativi elevati.
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