Ci si chiede spesso cosa si possa fare per favorire la Parità di Genere. Sicuramente parlarne, coinvolgendo direttamente le persone, è un primo importantissimo passo!
TÜV Italia nel 2022 si è accreditata in base alla UNI/Pdr 125:2022 non solo per fornire il servizio di certificazione ai propri clienti, ma anche per favorire al proprio interno una cultura inclusiva e improntata alle pari opportunità. È per questo motivo che ogni occasione è buona per parlarne. E così è stato in occasione di un meeting che la nostra divisione medicale ha organizzato lo scorso 18 dicembre, che ha visto la partecipazione di Monica Giannoni.
Chi è Monica Giannoni
Laureata in Scienze Politiche, è approdata alla formazione “per caso”. Dopo i primi quattro anni in un Ente di Formazione di Bologna, in cui si occupavo di progettazione e coordinamento, ha capito che il suo desiderio era fare formazione. Di donne e questioni di genere si occupa fin dai tempi dell’Università. La sua tesi laurea era sulle molestie sessuali in ambito lavorativo. Da qualche anno è socia dell’APS Armonie e presta attività come volontaria nel servizio Voci di donne, uno sportello di ascolto telefonico e in presenza di supporto alle donne in condizioni di disagio. Riportiamo qui di seguito un suo scritto su questo evento con noi.
“Si può promuovere la parità di genere in molti modi, e certamente uno di essi è d’intervenire sul piano normativo per rimuovere gli ostacoli formali che mantengono in essere le discriminazioni di genere. Penso ad esempio alla legge n. 120/11 (modificata prima nel 2015 e in seguito nel 2019 da un emendamento della legge di bilancio 2020) sulle cosiddette Quota Rosa nei CDA delle società quotate e di quelle a controllo pubblico o alla n. 162/21 sulla parità salariale, che mira a superare il divario retributivo tra uomini e donne (gender pay gap). Le leggi aprono o viceversa chiudono possibilità di vita. Non possiamo tuttavia pensare che le questioni di genere si risolvano esclusivamente in seno al diritto.
Occorre mettere mano alla cultura, considerando il permanere di modelli sociali impregnati di stereotipi e pregiudizi di genere, ai quali siamo tutti e tutte socializzati.
Le imprese, in quanto sistemi aperti caratterizzati da un rapporto di continuo interscambio con l’ambiente esterno, assorbono ed elaborano i modelli socialmente costruiti, anche quelli che definiscono e condizionano le interazioni tra i generi. Ed ecco che il benessere lavorativo, nell’accezione di clima relazionale, può dipendere significativamente dalla cultura aziendale, imperniata su valori, linguaggi, rappresentazioni del maschile e del femminile.
Certe aziende mostrano una sensibilità maggiore di altre nel prendersi cura delle persone che le abitano e lo fanno occupandosi tra l’altro di Diversità e Inclusione. È il caso di TÜV Italia e, in particolare, della Divisione Medical Health Service il cui Business Unit Manager, Loris Chiusoli, mi ha chiesto di realizzare un intervento sulla Parità di Genere nella riunione di chiusura dell’anno 2023.
L’occasione di avere la squadra al completo, riunita in presenza (sono persone che lavorano in diverse sedi italiane), rappresentava la condizione ideale per portare al suo interno una riflessione collettiva sulle “questioni di genere”, a partire dal riconoscimento degli stereotipi e pregiudizi che limitano fortemente la libera espressione delle diverse soggettività, condizionando le reciproche aspettative tra uomini e donne anche nei contesti organizzativi. Riconoscere e sensibilizzare per decostruire, l’obiettivo che ci siamo dati io e Loris nel ragionare insieme su come realizzare l’evento. Tra l’altro, si tratta di un dipartimento composto da una sessantina di persone con una prevalenza di profili tecnici, tra cui alcune donne laureate in ingegneria, ambito tradizionalmente occupato dagli uomini e ancora soggetto a fenomeni di segregazione orizzontale (prevalenza di un genere), e quindi già di per sé vocato a “rompere” lo stereotipo che ritiene il genere femminile più adatto alle professioni umanistiche e ad elevato contenuto relazionale.
Le persone coinvolte nel meeting hanno mostrato grande interesse per gli spunti presentati testimoniando, a mio avviso, confortanti di un elevato livello di consapevolezza sulla necessità di interrogarsi e problematizzare l’assetto esistente.
Poiché ogni pianta e frutto nasce da un piccolo seme, credo che sia stato importante cominciare a depositarne uno. Ringrazio Loris Chiusoli e il TÜV Italia per averlo reso possibile.”
Site Selector
Global
Americas
Asia
Europe
Middle East and Africa