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Rifiuti e riciclo

L'importanza della valutazione di riciclabilità

Già a partire dal 1997, in Italia, si è promossa la strategia detta “delle 5 R”: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero, concetti strettamente connessi per permettere un’adeguata gestione dei rifiuti in un’ottica di economia sempre più circolare. In questo processo è centrale la valutazione della riciclabilità.


Il riciclo permette la reimmissione di un materiale nel ciclo di produzione, riducendo quanto più possibile l’uso di materie prime di neo-produzione; lo scopo è quindi quello di limitare la produzione di rifiuti, senza considerare inoltre che le risorse energetiche destinate al riciclo di sostanze possono essere anche nettamente inferiori a quelle necessarie per la creazione di materiali vergini.

Fondamentale è tuttavia un’adeguata valutazione del materiale da sottoporre a riciclo, sia per garantire il mantenimento di elevati standard di qualità e sicurezza dei manufatti che si andranno a produrre sia per soddisfare i requisiti normativi Nazionali ed Europei.

Un esempio di Regolamentazione specifica, finalizzata alla garanzia delle caratteristiche del materiale che verrà sottoposto a riciclo, è dato dal REGOLAMENTO (CE) N. 282/2008 DELLA COMMISSIONE del 27 marzo 2008 relativo ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti e che modifica il regolamento (CE) n. 2023/2006, dove sono riportati i requisiti per l’autorizzazione del processo di riciclo nell’ambito del contatto alimentare.

Abbiamo, dunque, chiesto ai nostri tecnici del laboratorio ambientale di pH, quali sono le attività di testing che consigli per valutare la qualità dei materiali da sottoporre a riciclo.

“Prima di parlare di riciclo vorrei introdurre il concetto di “classificazione di rifiuto”, un passaggio indispensabile e fondamentale per una corretta gestione del rifiuto stesso. Un rifiuto può essere utilizzato come materia prima secondaria, ma se questo non è possibile è necessario capire quale deve essere il suo destino per tutelare l’ambiente e la salute. Poi possono essere effettuati test merceologici e test di riciclabilità sulle diverse tipologie di materiale per stabilire l’idoneità al riciclo”.

Relativamente alla qualità dei prodotti finiti ci hanno spiegato: “spesso durante i seminari che teniamo ci vengono fatte domande sul come e ogni quanto verificare la qualità dei prodotti in materiale riciclato. Ai sensi della normativa vigente non vi sono ancora indicazioni sufficientemente specifiche, bisogna tuttavia considerare che la variabilità composizionale dell’input da riciclo può essere maggiore rispetto all’input da neoproduzione, quindi nel proprio manuale della qualità è bene prevedere una frequenza di controllo maggiore e proporzionale alla variabilità in ingresso. Anche se questo può sembrare incidere sui costi accessori della produzione ma, sicuramente, il claim “prodotto da materiale riciclato” può dare un’elevata spinta alla commerciabilità del prodotto”. 

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