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Come orientarsi nella Direttiva Europea per prodotti in plastica monouso

Cosa cambia con la cosiddetta Direttiva SUP

Articolo di: Redazione

Novità green nei contenitori di plastica monouso: Il 3 luglio 2021 è entrata in vigore la direttiva europea SUP (Single Use Plastic). Ti spieghiamo tutto nel dettaglio.


Sono diverse le azioni che, ormai da diverso tempo, le istituzioni e gli enti a livello mondiale incentivano a intraprendere al fine di ridurre l’uso di plastica a favore di materiali più ecocompatibili. La novità più recente riguarda i prodotti monouso per i quali vanno utilizzati materiali alternativi, come ad esempio la carta, vernici innovative senza plastica o nuovi prodotti a base organica.

 

LA DIRETTIVA SUP

Il 31 maggio la Commissione europea ha pubblicato un documento contenente le linee guida per l’applicazione della Direttiva Ue 2019/904 sugli articoli monouso, che è entrato in vigore il 3 luglio, detta Single Use Plastics (SUP). A partire da questa data, quindi, gli Stati membri sono chiamati a garantire che determinati prodotti di plastica monouso non siano più immessi sul mercato comunitario. A far discutere, nei giorni scorsi, era stata la definizione stessa di ‘plastica’ che, secondo i chiarimenti di Bruxelles, comprende anche quella compostabile e biodegradabile. Una definizione tuttavia in contrasto con l’iniziale legge di recepimento italiana (legge 22 aprile 2021, n.53), che teneva invece fuori dall’applicazione i prodotti in bioplastica.

Nel comparto Food & Beverage assumono un ruolo fondamentale i prodotti monouso impiegati nelle varie forme di ristorazione del settore Ho.re.ca. ristorazione collettiva, catering, asporto, food delivery, street food.
La carta rappresenta il materiale di base su cui possono essere applicate che ne consentono l’impermeabilità o coating innovativi. La necessità di individuare valide alternative alla plastica ha dato sviluppo a studi e impieghi di nuovi materiali, tra questi ricordiamo i materiali a base organica di origine vegetale come bagassa, polpa di cellulosa, foglie di palma, applicazioni a base di nanomateriali e nanocellulosa.

single use plastic supCOME STABILIRE L’EFFICACIA E LA SICUREZZA DEI MATERIALI ALTERNATIVI?

È possibile supportare le aziende che operano nel comparto Food & Beverage attraverso un ampio range di servizi: dai test accreditati su carta alla definizione di testing plan, a risk assessement su materiali non normati. In particolare, tramite i nostri laboratori pH, svolgiamo: 

  • risk assessment sui materiali non normati in maniera specifica 
  • definizione del testing plan per dichiarare la conformità al contatto con alimenti ed emissione di documenti
  • individuazione dell’assenza di materiali polimerici come richiesto da direttiva SUP
  • test accreditati su carta in conformità a leggi nazionali DM n° 34 21/03/1973 SO GU n° 104 20/04/1973 All. IV e a standard europei e internazionali quali:
    • DIN 54603:2008 
    • EN ISO 15320:2011 
    • EN 1541:2002 
    • EN 645:1994 
    • EN 12498:2019 
    • EN 648:2019 
    • EN 646:2019 ISO 14362

LE NUOVE REGOLE DI MARCATURA

Contestualmente a questa Direttiva, è stato pubblicato anche il Regolamento di Esecuzione (UE) 2020/2151, che reca disposizioni relative alle specifiche di marcatura armonizzate per alcuni prodotti di plastica monouso. Le disposizioni sono applicabili in tutti gli stati membri a partire dal 03 luglio 2021

Vengono definite le specifiche di marcatura armonizzate per i seguenti prodotti: 

  • assorbenti igienici, tamponi, applicatori di tamponi; 
  • salviette umidificate/pre-umidificate per l’igiene personale e per uso domestico; 
  • prodotti del tabacco con filtro e filtri commercializzati per essere utilizzati in combinazione con i prodotti del tabacco; 
  • tazze/bicchieri per bevande. 

Le specifiche riguardano lingua, dimensioni, grafica e ubicazione della marcatura. Lo scopo della marcatura è: 

  • informare i consumatori sulla presenza di plastica nei prodotti; 
  • informare sui metodi di smaltimento errati e da evitare dei rifiuti; 
  • informare sull’impatto ambientale derivante dalla dispersione dei rifiuti o da altri metodi inappropriati di smaltimento dei rifiuti dei prodotti.  

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