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Additivi Nocivi nei Prodotti di Consumo: Allarme BEUC 2023

Articolo di: Elena Fontana

Prodotti di consumo: ancora troppe le sostanze nocive presenti

 

In uno studio recente, il BEUC, Organizzazione Europea dei Consumatori, ha presentato i dati aggiornati sulla presenza di additivi nocivi per la salute che entrano nelle nostre case e, spesso, finiscono in mano ai bambini.


Si possono rintracciare in articoli per bambini, gioielli, cosmetici e anche negli imballaggi di cibi: stiamo parlando di componenti dannosi come i Pfas, gli interferenti endocrini e il bisfenolo A. Il Beuc, l'organizzazione che rappresenta alcune delle principali associazioni di consumatori in Europa, ha diffuso un report aggiornato al 2023 riguardo la presenza di tali sostanze chimiche nei prodotti di uso comune. Le informazioni sono basate su studi effettuati dalle associazioni nazionali1.

 

I test dimostrano quanto segue:

  • I PFAS sono presenti in prodotti di uso quotidiano, tra cui confezioni di fast-food, piastre per waffle, filo interdentale, creme per il viso, giacche e spray impermeabilizzanti.
  • Le sostanze chimiche che destano preoccupazione sono presenti in molti prodotti per bambini, come passeggini, tute da neve, stivali di gomma, giocattoli per la dentizione, giocattoli per l'igiene personale e per il benessere dei bambini.
  • Il commercio online copre una quota importante della vendita di prodotti contenenti sostanze pericolose, tra cui gioielli a basso costo, palloncini, fidget e cosmetici, eppure non è soggetto a un adeguato controllo normativo.

Per le aziende fabbricanti e distributrici, è sempre più necessario sottoporre i propri prodotti a rigidi controlli; ed è possibile farlo appoggiandosi a laboratori accreditati come quelli del Gruppo TÜV SÜD.

Ecco alcuni esempi che sono stati messi in evidenza dal rapporto BEUC.

Giocattoli

L’associata svizzera al Beuc, la Federation romande des consommateurs, ha trovato il bisfenolo A, ma anche i suoi “cugini” ugualmente tossici (Bps e Bpf) in sette giochi su dieci utilizzati per la dentizione dei bambini e composti del boro in 4 slime su 15. Si tratta di sostanze che possono irritare la pelle e gli occhi, causare problemi digestivi, vomito e danni al fegato se ingerite. In 3 bambole su 20 sono stati scoperti degli ftalati che la legislazione attuale proibisce in questi prodotti fin dal 1999: gli ftalati vengono utilizzati per ammorbidire la plastica ma interferiscono con il funzionamento del sistema endocrino.

Passeggini e affini

Indagini condotte in Danimarca e Svezia hanno rilevato che carrozzine, passeggini, seggiolini per auto, tappeti-gioco in alcuni casi contengono sostanze come gli idrocarburi policiclici aromatici (Pah), che possono portare ad arrossamento e irritazione della pelle, ma anche ritardanti di fiamma sospettati di provocare il cancro.

Non si salvano neanche i prodotti scolastici: penne, matite ed evidenziatori possono contenere una vasta gamma di sostanze poco salutari. Ad esempio, formaldeide, Pah, sostanze allergeniche e metalli pesanti. Le hanno trovate i tedeschi di Stiftung Warentest in 21 prodotti su 32.

Fast food

I test condotti in giro per l’Europa hanno trovato gli Pfas in contenitori usati dai fast food, filo interdentale, creme per il viso e giubbotti. Il caso del packaging del fast food è quello con le dimensioni più preoccupanti: in Belgio la concentrazione di Pfas era alta in uno ogni tre dei 65 contenitori analizzati; in Francia Que Choisir lo ha rilevato nel 25% dei test.

E-commerce

Non possiamo vedere e controllare di persona e, spesso, la merce proviene da Paesi lontani con legislazioni diverse: tutto questo rende molto complicato far rispettare le norme di sicurezza europee su una vasta scala di prodotti venduti online. Con una categoria più bersagliata di altre: quella della bigiotteria.


Ne abbiamo parlato anche noi qui


6 monili su 17 acquistati su marketplace online contenevano nickel oltre i limiti di legge: tra le 10 e le 344 volte più del consentito; un altro conteneva una quantità di cadmio 4000 volte superiore alle norme europee. In Rete si trovano anche giocattoli e articoli per bambini non conformi. L’italiana Altroconsumo, ad esempio, ha trovato sostanze potenzialmente cancerogene in 7 confezioni su 12 di palloncini. Non solo: in due casi mancavano anche le informazioni di sicurezza per i bambini (obbligatorie) e le poche che c’erano non erano in italiano.

Conclusioni

 

Il nuovo rapporto del BEUC sottolinea che i politici dovrebbero urgentemente trasformare questa strategia in risultati normativi concreti, esorta l'UE ad adottare rapidamente la proposta del luglio 2023 di eliminare gradualmente gli interferenti endocrini dai giocattoli e ad accogliere la richiesta di cinque Paesi europei di bandire i PFAS dai prodotti di consumo.

 

Inoltre, il BEUC invita l'UE ad aggiornare la sua legge di riferimento sulle sostanze chimiche, REACH, in modo che le autorità siano in grado di prendere provvedimenti tempestivi e precauzionali prima che l'uso di una sostanza chimica potenzialmente dannosa si diffonda.


1 I test raccolti nel rapporto del BEUC - Ubiquitous but preventable: Harmful chemicals in everyday consumer products - sono stati pubblicati tra il 2017 e il 2023 dalle organizzazioni dei consumatori di Austria (Verein für Konsumenteninformation), Belgio (Testachats / Testaankoop), Repubblica Ceca (dTest), Danimarca (Forbrugerrådet Tænk), Francia (UFC-Que Choisir), Germania (Stiftung Warentest), Italia (Altroconsumo), Paesi Bassi (Consumentenbond), Slovenia (Zveza Potrošnikov Slovenije - ZPS), Spagna (OCU), Svezia (Sveriges Konsumenter) e Svizzera (Fédération Romande des consommateurs - FRC).

 

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