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Perché ci sono gli standard?

Articolo di: Redazione

Dai bulloni all'intelligenza artificiale, c'è uno standard per quasi tutto. Vediamo insieme dove sono particolarmente utili, come modellano l'economia globale e qual è il ruolo di enti come TÜV Italia.


Quando Mario Rossi va al lavoro la mattina esce di casa alle 6:30, e spesso è ancora buio. Grazie alla norma UNI 13201-2 (illuminazione pubblica stradale) riesce comunque a vedere benissimo. Grazie alla norma UNI 11673-1, i telai delle porte dell'Istituto tecnico dove lavora Rossi sono abbastanza alti da non fargli sbattere la testa mentre entra, anche se è alto quasi 2 metri.

Quando Rossi entra nell'edificio dell’istituto, per arrivare nel suo ufficio, al quinto piano, Rossi deve prendere l’ascensore: esistono dieci norme che regolano la sicurezza degli ascensori. La DIN 51130, normativa tedesca, di riferimento in tutta Europa, assicura che Rossi non scivoli sulle piastrelle quando esce dall'ascensore e la UNI EN 16516:2017 è responsabile di garantire che il tappeto di colore scuro del suo ufficio non emetta benzene o formaldeide. 

Di solito non li noti nemmeno, eppure, gli standard influenzano quasi tutto. Senza di loro, la carta non entrerebbe nelle stampanti, le carte di credito nei portafogli o i container sulle navi: lo standard internazionale del formato carta (A4, A5, A3, etc.) è l'ISO 216 e si basa sullo standard tedesco DIN 476. 

Prima che inventassero le norme, le salsicce cadevano costantemente attraverso le grate della griglia e i bambini rischiavano di soffocare con i ciucci che ingerivano accidentalmente. Senza standard, la circolazione internazionale delle merci, e la globalizzazione come la conosciamo, sarebbe impensabile.

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La norma UNI EN 71 è una legge europea che disciplina i requisiti di sicurezza dei giocattoli, prevenendo rischi come la possibilità di ingerimento del giocattolo o di alcune sue parti.

 

 

NORME OVUNQUE

Anche la pandemia ha dimostrato quanto siano indispensabili standard comuni. Durante la crisi, il Comitato europeo per la normalizzazione ha collaborato con la Commissione europea al fine di creare standard, disponibili gratuitamente, per i prodotti medici e i dispositivi di protezione individuale. Questo ha permesso che l'Europa riuscisse, in una certa misura, a compensare la carenza di mascherine e guanti protettivi all'inizio della pandemia. Specifiche importanti come quelle della UNI EN 149, lo standard per le mascherine protettive FFP2, hanno fornito le linee guida necessarie. I produttori sono stati in grado di produrne rapidamente e in grandi quantità e i prodotti sono stati considerati affidabili da governi e consumatori.

Gli standard sono considerati un sigillo di qualità e sicurezza in tutto il mondo. Oltre agli organismi di normazione nazionali come l’UNI ed il CEI italiani o il DIN tedesco, esistono anche gruppi sovranazionali come il Comitato europeo di normazione (CEN) e l'International Organization for Standardization (ISO), che promuovono la coerenza e l’allineamento tra gli standard di tutti i paesi. Aziende indipendenti come TÜV SÜD verificano in ultima analisi se un prodotto soddisfa o meno i requisiti del rispettivi standard di riferimento. 

NORME DEL FUTURO

digitalizzazione-standardLa digitalizzazione sta mettendo sotto pressione gli standard in generale in questo senso, poiché non ci sono molti standard adatti per certe nuove tecnologie. Se all'inizio del XX secolo l'economia necessitava principalmente di standard per viti, dadi o filettature, attività di ingegneria elettrica e meccanica, oggi ha bisogno di soluzioni per la sicurezza informatica, la blockchain, i veicoli a guida autonoma o le interfacce per reti elettriche che comunicano con macchine o impianti, o in casa con condizionatori, stufe o frigoriferi e l’intelligenza artificiale.

Tuttavia, lo sviluppo di metodi e standard di prova uniformi per questi tipi di nuove tecnologie è un processo lungo e difficile. Per la guida automatizzata, ad esempio, ci sono ancora troppe domande senza risposta, afferma Christian Priller, Head of Corporate Accreditation, Standardization and Quality Management di TÜV SÜD. “Chi risponde in caso di incidente?” e “cosa succede se un veicolo a guida autonoma non può evitare una collisione ma deve decidere se urtare una donna anziana o una carrozzina?” La progettazione / realizzazione di standard tecnici deve essere preceduta da un consenso sociale e giuridico sulla questione, spiega Priller. "In questo momento, tuttavia, la società e i politici sono ancora nel mezzo di queste discussioni etiche e morali".

Una maratona, non uno sprint

Allo stesso tempo, lo sviluppo e l'applicazione di standard sincronizzati a livello globale determineranno l'accettazione delle tecnologie tra produttori e consumatori. TÜV SÜD e una serie di partner globali hanno quindi fondato l'International Alliance for Mobility Testing and Standardization (IAMTS). L'obiettivo dell'iniziativa è sviluppare standard riconosciuti a livello globale, scenari di test e metodologie di test per la mobilità di domani.

Anche gli esperti di intelligenza artificiale (AI) di tutti gli organismi che fanno parte dell’associazione tedesca VdTÜV hanno unito le proprie forze presso il TÜV AI Lab appena fondato. Insieme stanno studiando come rendere l'intelligenza artificiale più sicura e quali requisiti deve soddisfare per non violare i diritti fondamentali degli utenti, come il diritto alla privacy o ad essere trattati allo stesso modo.

Questa è un'importante ricerca di base: anche per i prodotti meno complicati, ogni processo di standardizzazione è più una maratona che uno sprint. Per essere in grado di guidare il processo da un'idea fino a uno standard finito, ogni ente nazionale deve mettere in campo esperti di economia, scienza e ricerca, rappresentanti dei consumatori e autorità pubbliche per discutere i pro e i contro di ogni nuova normativa. Solo successivamente, l’ente nazionale può pubblicare una nuova norma e raccomandarne l'applicazione.


come nasce uno standardLeggi anche l'articolo "Come nasce una norma" per scoprire come prendono vita gli standard. 

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LA BATTAGLIA DEGLI STANDARD

Il mondo sta diventando sempre più complesso e certamente gli standard aiutano a rendere tutto molto più semplice. Sono diventati insostituibili per le imprese. Oggi sarebbe impensabile avere 25 varianti per la valvola di una locomotiva a vapore come invece esisteva nel ventesimo secolo.

Eppure, la critica agli standard non si ferma mai. "Un rimprovero comune", scrive lo storico della tecnologia tedesco, Günther Luxbacher, "è che gli standard hanno reso uniforme la vita quotidiana, che hanno trasformato la varietà della bellezza della vita in una triste monotonia'".

Inoltre, sono a volte tacciati di rendere il commercio più difficile invece che più facile. Le cosiddette "barriere commerciali non tariffarie", come gli standard tecnici, che si applicano nei mercati target possono imporre alle aziende che sperano di esportare i loro prodotti costose procedure di conformità o approvazione, o addirittura bloccarli completamente nel mercato. Resta pur vero che sono numerosi i campi in cui l’assenza di norme di riferimento crea diatribe infinite.

Negli anni '30, ad esempio, le case automobilistiche americane Ford e General Motors tentarono di introdurre il sistema di misurazione americano con piedi e pollici nelle fabbriche Ford e Opel in Germania. Dispute simili sono sorte alcuni anni fa tra Germania e Francia per quanto riguarda le spine elettriche. Non esistevano standard uniformi per le prese di ricarica delle auto elettriche e i francesi si opponevano aspramente alla configurazione delle prese tedesche. È stato così fino al 2014 quando la Commissione europea ha posto fine alla controversia approvando la cosiddetta "spina di tipo 2", sviluppata dalla società Mennekes, con sede in Germania, una decisione che ha fatto scoppiare i tappi di champagne presso l'azienda.

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La ISO 8601 regola in tutto il mondo che una settimana di calendario è "un intervallo di tempo di sette giorni che inizia di lunedì".

 

LA NORMA DELLE NORME

La UNI EN 45020 STANDARDIZZA CHE COS'È UNA NORMA, ovvero un “documento che è stato preparato per consenso e adottato da un'istituzione riconosciuta e che stabilisce regole, linee guida o caratteristiche per le attività o i loro risultati per uso generale e ricorrente.”

 

 

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