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I laboratori Bytest alla conquista della Zecca dello Stato

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Non succede solo in una nota serie televisiva “di carta”, ma in questo caso la conquista ha scopi “sicuri”. I laboratori Bytest hanno, infatti, svolto i controlli UTS (Ultrasonic Testing System) dei serbatoi in pressione situati all’interno dello stabilimento di Verres (AO) della Zecca dello Stato.


Nella vita è importante l’atteggiamento con cui si affrontano le avversità trasformandole in opportunità, dove possibile. In questo periodo difficile dove tutto può sembrare nero, è importante saper cogliere nuove e stimolanti sfide per ritrovare un atteggiamento positivo. Così è stato con i test non distruttivi che hanno svolto alcuni colleghi di Bytest presso lo stabilimento di Verres (AO) della Zecca dello Stato.

Parlando con i tecnici, che hanno effettuato il controllo, la prima domanda che sorge spontanea è: com’è entrare alla Zecca dello Stato? Quali procedure, controlli effettuano per poter accedere ai loro stabilimenti?

I controlli sono esattamente quelli che si effettuano in aeroporto: i tecnici, oltre all’immancabile misurazione della temperatura, sono stati controllati con il body scanner, mentre gli oggetti, zaini sono stati messi sul rullo in modo da essere schermati mediante il sistema a raggi X. Dopodiché, attraverso un percorso definito, sono stati portati nell’area dove erano situati i serbatoi: compressori d’aria necessari per far lavorare le macchine dello stabilimento. Insomma “La Casa di Carta” per fortuna rimane solo una serie TV.

Bytest è stata interpellata per effettuare controlli UTS. Ma in cosa consiste il controllo UTS (Ultrasonic Testing System)?

L’analisi spessimetrica effettuata con il metodo ad ultrasuoni, permette di verificare in modo rapido ed efficace la misura di spessore, appunto, in uno specifico punto di un componente. Questo tipo di esame, viene utilizzato per definire lo spessore dei materiali metallici e non, verificare la presenza di variazioni di sezione, ricercare eventuali riduzioni degli spessori causati da fenomeni corrosivi. Una riduzione dello spessore di parete di un serbatoio causata, ad esempio, da corrosione, può portare a serie problematiche, come la fuoriuscita del materiale contenuto all’interno.

Nella pratica, questo controllo non invasivo, richiede l’utilizzo di uno strumento, precedentemente tarato, provvisto di sonda che, appoggiato alla parete del serbatoio rivela lo spessore. Questi valori devono essere comparati con i valori richiamati sul disegno tecnico dell’impianto. Il controllo dei recipienti in pressione solitamente viene effettuato ogni dieci anni.

Per Bytest, questa nuova sfida è stata stimolante sotto molteplici punti di vista, non da ultimo l’aspetto emotivo: lavorare per un cliente così importante come la Zecca di Stato, in un periodo così complicato, ci fa sentire fortunati e ci sprona a fare sempre meglio.


Vuoi approfondire in cosa consistono i controlli UTS? Clicca qui

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