carenza dei chip tuv italia
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Crisi dei chip e requisiti di sicurezza: le nuove sfide per l’Automotive

Carenza dei processori e requisiti di sicurezza

Articolo di: Pietro Vergani

Se ne parla da quasi due anni e avrà ricadute profonde non solo su chi lavora nel settore ma anche su tutti i consumatori. La cosiddetta crisi dei chip, ossia la loro carenza sul mercato ha ripercussioni sul fronte dell’occupazione nelle aziende che li producono, ma anche sui prezzi di numerosi apparecchi di uso quotidiano, che stanno già salendo.

A cura di Martina Gerelli, Digital Communication di TÜV Italia
Con il contributo tecnico di Pietro Vergani, Business Unit Manager in ambito Automotive di TÜV Italia


Ma cosa sono e perché si è verificata la carenza dei chip?

I chip sono componenti attivida montare sulle schede elettroniche e consentono il funzionamento di macchine e apparecchiature dei prodotti più svariati: dall'automotive al settore elettromedicale, passando per le telecomunicazioni, gli smartphone, i decoder fino a strumenti di misura e controllo, ai condizionatori e molto altro.

La pandemia da Covid-19 ha messo in seria crisi la produzione industriale dei chip su scala globale. Fin dal primo lockdown ha provocato un ridimensionamento dell’offerta di chip e semiconduttori, mentre, di contro, si impennava la domanda di dispositivi elettronici (telefonia, computer, elettronica di consumo) per lavorare o studiare da casa.

L’8 febbraio la Commissione europea ha presentato il Chips act, una serie di misure legislative, regolamentari e finanziarie per favorire la produzione di semiconduttori e processori dell’unione. […] L’obiettivo è far salire la quota europea della produzione globale di microprocessori dal 9 al 20 per cento. In questo modo, L’Europa risponde a una carenza globale che sta penalizzando molti settori produttivi, in particolare quello automobilistico.

Da Internazionale, n. 1447 – anno 29 (11/17 febbraio 2022)

Lo sapevi che...


La situazione del comparto Automotive

Il settore automotive è quello che ne ha risentito maggiormente dovendo far fronte non solo a un calo della fornitura di chip ma anche a una contrazione delle vendite, per cui i produttori di chip hanno preferito privilegiare le imprese più in crescita. La situazione dunque non è tra le più rosee e il mondo automotive dovrà convivere con questa situazione ancora per diverso tempo.

Una possibile soluzione potrebbe arrivare dalle fonderie minori, finora messe in disparte dai produttori di dispositivi per la loro arretratezza nei processi produttivi ma che, data la situazione, hanno ora maggiori poteri contrattuali.

A questo quadro va ad aggiungersi una necessità fondamentale, da garantire sempre: la sicurezza dei dispositivi elettronici. È qui che può entrare in scena TÜV Italia che da anni opera nell’ambito del testing su componenti e sistemi elettronici Automotive.

pietro vergani tuv italia“La carenza dei componenti chiave delle unità elettroniche – spiega Pietro Vergani, Business Unit Manager COM per la Divisione Product Service di TÜV Italia - ha rallentato anche i progetti di validazione: in alcuni casi abbiamo assistito a situazioni dove i costruttori non avevano materiale a disposizione per creare le unità prototipali, comportando quindi un significativo ritardo nella chiusura dei progetti e l’avvio della produzione.

 

La situazione attuale sta impattando significativamente anche la fase di validazione e testing dei dispositivi all’interno dei nostri laboratori. In una situazione dove non è in ogni caso derogabile l’ottemperanza ai requisiti di sicurezza e qualitativi diventa chiave poter adattare le pianificazioni a fronte dell’ottenimento delle unità di prova: la capacità di sostenere i nostri clienti con pianificazioni flessibili, posticipando le prove o adeguando i test plan alle disponibilità delle unità diventano aspetti peculiari dei nostri servizi.”

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