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Sicurezza sul lavoro, pandemia e scenari futuri

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La Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, che si svolge il 28 aprile di ogni anno, è stata istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). La manifestazione, di respiro mondiale, ha lo scopo di focalizzare l’attenzione internazionale sull’importanza della prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali e sulla necessità di un impegno collettivo per la creazione e la promozione della cultura della sicurezza e della salute sul lavoro.

Nel 2020 l’opera di sensibilizzazione si è incentrata, inevitabilmente, sulla pandemia e sull’emergenza Covid-19 con lo slogan “Fermare la pandemia: la sicurezza e la salute sul lavoro possono salvare vite”.

In occasione della giornata mondiale del 2021 abbiamo coinvolto Federica Sanguineti e Simona Midollini, RSPP, ossia Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, rispettivamente per TÜV Italia e pH. Le due colleghe hanno il compito di individuare i fattori di rischio e promuovere le misure adatte a mantenere gli ambienti di lavoro in linea con i dettami della vigente normativa per la sicurezza sul lavoro. Abbiamo rivolto loro un paio di domande.

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Com’è stato garantire la salute e la sicurezza sul lavoro durante la pandemia? Quali sono stati i momenti più critici da affrontare?

Una bella sfida! I primi tempi sono stati decisamente i più difficili, la mancanza di dispositivi di protezione è stato un pensiero costante. C’è da dire, in ogni caso, che quanto messo in atto (protocolli, regole, informative, dispositivi, formazione, ecc) è stato il frutto di una costante e continua collaborazione tra di noi, all’interno del reparto Quality & Safety e con HR e crediamo che questo lavoro di team sia stato alla base di buona gestione dell’emergenza in tutte le sue fasi.

Il mondo del lavoro, anche con la forte accelerata indotta dalla pandemia, sta cambiando. Oggi si parla sempre più spesso di smart working o lavoro agile. Come si inserisce questa “novità” nello scenario della salute e sicurezza sul lavoro? Ha un impatto e, se sì, su quali ambiti specifici?

Decisamente sì, è una opportunità che apre nuovi ambiti di azione, maggiormente focalizzati sugli aspetti di salute, e ad ampio raggio: fisica, sociale e psicologica. Il lavoro da remoto, infatti, porta ad una rimodulazione della gestione H&S, con sempre maggiore attenzione sul benessere psico-fisico.

Uno dei fattori più critici che il nuovo scenario ci pone, ad esempio, è il “work life balance”: se, da una parte, lo smart working nasce per facilitare gli equilibri casa/lavoro, dall’altra, la mancanza degli orari scanditi dalla giornata lavorativa fa saltare gli schemi con il rischio di non “staccare mai durante il giorno, ritrovandosi impegnati anche la sera e nel weekend. Non a caso a livello europeo ci si sta muovendo per riconoscere il diritto alla disconnessione, visti gli orientamenti delle aziende a mantenere questa modalità lavorativa anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria. una sfida che TÜV Italia e pH sono interessate ad affrontare.


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