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Professionalità, determinazione, cuore: i tecnici di pH per l’Ospedale da campo di Bergamo

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A Bergamo e nella sua provincia l’epidemia di COVID 19 è esplosa in tempi rapidissimi, ma con intraprendenza e generosità istituzioni, associazioni e ONG hanno unito le forze per realizzare negli spazi della Fiera di Bergamo un ospedale da campo con 140 posti letto. Tra i protagonisti coinvolti, anche Ph ha fatto la sua parte.


È stato realizzato negli spazi della Fiera di Bergamo un ospedale da campo con 140 posti letto, di cui la metà per la terapia intensiva, un progetto supportato da Regione Lombardia e realizzato insieme con l’Associazione Nazionale Alpini e la CNA di Bergamo, che ne hanno curato la fase costruttiva e di allestimento, mentre ai volontari di  Emergency è stata demandata  la pianificazione logistica e la gestione operativa dei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva, a cui si sono aggiunti sanitari russi e cinesi. Un progetto realizzato in 10 giorni e oltre 16000 ore di lavoro da centinaia di volontari che, uniti e silenziosi, hanno ingaggiato una lotta contro il tempo, determinati a rendere operativo l’ospedale nel minor tempo possibile per alleggerire lo stress delle strutture di ricovero esistenti.

Questo ospedale da campo è dotato di una rete distributiva di gas medicinali (anidride carbonica, azoto, ossigeno medicale, aria medicale etc..) realizzata e rifornita da Air Liquide Sanità Service che ha chiesto ai laboratori pH, con i quali collabora da molti anni, un controllo urgente della qualità di questi gas, sia sull’impianto di produzione dell’aria medicale che su 10 punti di somministrazione interni alla struttura.

Per comprendere le peculiarità ed i vincoli che l’azienda ha dovuto affrontare nella messa a punto della rete dei gas medicinali nell’ospedale da campo della Fiera di Bergamo, abbiamo chiesto una testimonianza a Matteo Polese, Direttore Sales & Marketing di Air Liquide Sanità Service, che ha così sintetizzato: “La nostra priorità è la sicurezza dei pazienti. Per questo motivo ci è sembrato fondamentale verificare e certificare, attraverso la professionalità del laboratorio accreditato PH, la qualità dei gas erogati prima che il nuovo ospedale venisse aperto ai pazienti. Trattandosi di terapie intensive in un ospedale "da campo", e pertanto non in una struttura ospedaliera classica, ed avendo a disposizione pochissimo tempo, avevamo bisogno di una azienda esperta ed affidabile. Ci siamo rivolti al nostro partner PH, azienda certificata Accredia, che ha risposto immediatamente alla nostra chiamata inviando il loro team presso il nuovo ospedale. La certificazione si è conclusa positivamente... in tempi record, con la soddisfazione nostra e del cliente finale”.

Tecnico pH

Nel giro di 24 ore, utilizzando i laboratori mobili “Quality Gas”, i tecnici di pH, operando in completa sicurezza, hanno eseguito l’intervento e rilasciato i rapporti di prova affinchè si potesse ultimare il collaudo dei gas medicali.

 “Siamo stati sempre orgogliosi del servizio di “Quality Gas”, per il quale pH ha il primato di averlo messo a punto ed accreditato dal 2008, perché coniuga l’alto livello di performance tecnica necessaria per rispettare i più rigorosi standard richiesti dalla Farmacopea Europea con la nostra filosofia di essere sempre vicino alle esigenze del cliente. Sono orgoglioso che la nostra struttura abbia potuto rendersi utile, anche se in piccola parte, in un progetto così importante come quello del nuovo ospedale da campo della Fiera di Bergamo, una struttura che ha un fortissimo valore sociale, unitario e di condivisione”. Così afferma Gianluca Licenziato, Sales Manager di pH Lab, che è stato nel team che ha progettato e realizzato il servizio Quality Gas.

Ma in questo momento di condivisione è interessante anche sapere come si è svolta e le peculiarità di questa verifica eseguita all’ospedale da campo della Fiera di Bergamo, domanda che abbiamo posto ad Alessio Nafi, nel team di tecnici di pH coinvolti in questa attività e che ha personalmente eseguito l’intervento:

Lavoro nel settore gas medicali da 6 anni e ormai sono abituato a situazioni particolari quali terapie intensive, sale operatorie, reparti oncologici. L’ intervento è consistito in un controllo esterno alla struttura al punto di origine dell’aria medicale e in controlli interni nelle aree critiche. Una volta arrivato all’ospedale da campo mi sono dovuto registrare e successivamente mi hanno rilevato la temperatura. Appena ricevuto il via libera ho iniziato i controlli esterni e velocemente ho fornito i primi risultati. Terminata questa fase ho avuto l’accesso all’interno della struttura, ma essendo una situazione che mai in precedenza ho dovuto affrontare, non sapevo cosa aspettarmi e, in verità, un po’ di preoccupazione l’ho sentita. Entrato per svolgere le analisi, con mio grande stupore ho visto decine di persone della Protezione civile, Alpini, volontari, personale di Emergency, militari russi, e personale medico, tutti uniti da un unico obiettivo: completare il campo il prima possibile.

Quando si lavora con mascherine che ti coprono buona parte del viso non riesci a percepire le espressioni nei volti degli altri, ma gli occhi… gli occhi di quelle persone, sorridenti e determinati, che non lasciavano il minimo spazio alla paura e allo sconforto sono difficilmente descrivibili con le parole!

Sono stato subito accolto come uno di loro... e quello che ho imparato da questa esperienza è che non conta cosa stai facendo ma conta solo che tu sia lì. Grazie all’aiuto Donato Giarrizzo (responsabile dell’installazione di Air Liquide) e al nostro collega Andrea Verniani, che da remoto compilava i certificati per fornirli immediatamente al cliente, ho portato a termine anche i controlli nelle degenze, nelle terapie intensive e nelle aree di emergenza. Alla fine dell’intervento ho lentamente iniziato a riporre la strumentazione sul furgone, e tornando a casa, su una A4 completamente deserta, la stanchezza ha lasciato posto all’orgoglio e alla consapevolezza di aver posato il mio piccolo mattoncino per Bergamo e per tutta l’Italia che in questo momento sta lottando.”

L’impegno di Air Liquide e pH è stato soprattutto una lotta contro il tempo per rendere operativa la struttura, davvero indispensabile per accogliere i malati di COVID 19 del territorio bergamasco.

Il lavoro che ha visto impegnati i team delle due aziende si è basato su un collaudato rapporto di collaborazione, maturato nel tempo in occasione di numerosi interventi in strutture ospedaliere del centro/nord del nostro paese. Ma questo aveva una carica fortissima, l’urgenza, fare presto, nel rispetto delle normative, per alleviare le sofferenze di una popolazione, quella bergamasca, sì colpita dal virus, ma certo non vinta.

  

Ospedale da campo a Bergamo

 

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