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Smart Working: misuriamo le performance per un miglioramento efficace

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A causa dell’attuale emergenza sanitaria molte aziende sono ricorse allo Smart Working, sfruttando quanto definito dal DPCM del 01/03/2020 articolo 4. Proprio questa emergenza ha messo in risalto come questo strumento, definito originariamente dalla legge 81 del 22 maggio 2017, sia in realtà un’ottima soluzione utile a tamponare e gestire la continuità operativaTuttavia, non sono stati attuati tutti i principi e le leve che sono previste dalla legge, venendo meno alcuni benefici.


Ed è per questo che alcuni imprenditori e clienti si sono avvicinati a noi per cercare di avere le idee più chiare. “Le prime richieste che ci sono state formulate – afferma Sabrina Bruschi, Business Unit Manager della divisione Business Assurance di TÜV Italia - riguardavano il voler capire in cosa consistesse veramente lo Smart Working, quali sono le modalità attraverso cui verificare lo stato di avanzamento delle attività, come si attua il controllo dei processi e come si può verificare il raggiungimento degli obiettivi dell’anno in corso, seppure con gli evidenti ritardi e le risorse a casa”.

Se da un lato vanno tenuti in considerazione i dubbi più che leciti dei clienti, che si sono ritrovati a dover riprogettare le attività con una modalità organizzativa, dall’altro lato anche le considerazioni dei dipendenti costituiscono un punto fondamentale, in quanto anche loro si sono confrontati con nuove regole, spesso completamente sconosciute.

Anche dai dipendenti – continua Sabrina Bruschi - sono emersi dubbi più che legittimi, connessi principalmente alle modalità del lavoro da casa, su come conciliare i tempi lavorativi e le esigenze familiari e sulle possibilità future di accesso allo Smart Working”.

Dopo aver intervistato vari dipendenti, manager, direttori delle risorse umane e imprenditori, e a prescindere dalla propensione positiva o negativa con cui vengono poste le domande, emerge chiara una risposta: e cioè che questo che stiamo vivendo in emergenza non è non è lo smart working che andrebbe attuato in condizioni di normalità.

Per questo motivo il TÜV Italia ha deciso di proporre un servizio di assessment, che serve per valutare lo stato attuale (AS IS) dell’applicazione rispetto alla legge, quello che dovrebbe essere attuato (To Be) per andare ad individuare punti di forza, punti di debolezza e aree di miglioramento future (Remediation Plan).

Il servizio parte da un’analisi del modello di leadership presente in azienda. Tale analisi viene effettuata attraverso interviste ai manager che gestiscono collaboratori. Successivamente viene strutturato un questionario e somministrato a tre diversi livelli di persone:

  • Manager
  • Dipendenti che già utilizzavano lo Smart Working (se presenti)
  • Dipendenti che utilizzano lo Smart Working solo da quando è iniziata l’emergenza sanitaria COVID-19.

I report finali permettono di definire le strategie da proporre e mettere in atto nel breve, medio e lungo periodo, consentendo di fare delle scelte di gestione della compliance e di andare verso una riorganizzazione del lavoro per obiettivi e non basata sugli orari e sulla presenza costante in ufficio. L’assessemnt potrà quindi rispondere anche a tutte quelle esigenze personali, di maggiore flessibilità lavorativa e di innovazione tecnologica, fondamentali per i principi del lavoro agile.

Il progetto viene svolto tutto in remoto e il coinvolgimento delle persone è molto limitato.

Le competenze di TÜV Italia sono messe a disposizione non solo in termini di compliance ma anche di operatività e coordinamento delle risorse. Questo può avvenire grazie alla capacità del Gruppo di entrare nel merito della gestione delle attività e di andarle a ridisegnare a livello di obiettivi. L’azienda di oggi, che vuole affrontare un domani assai prossimo, non può che accettare la sfida!


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