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Amianto: un pericolo per tutti. Dall’edilizia all’industria, fino ai prodotti di consumo

Amianto: un pericolo per tutti. Dall’edilizia all’industria, fino ai prodotti di consumo.
TÜV Italia analizza le attività per limitare i rischi per la persona

3/7/2019. Fino al 1992, anno in cui in Italia l’amianto è stato proibito, questo materiale è stato normalmente e diffusamente utilizzato nel nostro paese sia nell’industria che in edilizia. Si stima, infatti, che in Italia tra il 1984 e il 1988, di amianto, isolato o misto al cemento, ne siano stati utilizzati 3 milioni di tonnellate e che oggi siano ancora presenti 2,5 miliardi di mq. di coperture in cemento-amianto, pari a circa 32 milioni di tonnellate, in gran parte friabili e, se consideriamo i rifiuti esistenti, quelli da amianto sono secondi per volume solo a quelli urbani e primi in quantità considerando i rifiuti tossici.

La ragione dell’utilizzo massiccio è legato alle caratteristiche dell’amianto: elevata resistenza agli agenti chimici, agli sforzi di trazione, forte potere isolante termico, elettrico, acustico e di coibenza.
Dopo che indagini epidemiologiche ne hanno accertato l’estrema pericolosità per la salute, e che dell’amianto, per legge, siano state proibite l'estrazione, l'importazione, la produzione e la commercializzazione, visti i numeri, il rischio da esposizione, sia in ambito industriale che in quello delle costruzioni persiste.

Con l’intento di sensibilizzare verso un problema che ci coinvolge tutti, l’amianto, e le attività da mettere in campo per evitarne i rischi, sono state l’argomento di un workshop dal titolo “Amianto: indagini ambientali, tecniche di bonifica, test di laboratorio” che TÜV Italia ha promosso con esperti interni ed il contributo di professionisti esterni, dove sono stati esposti i passaggi cruciali che aziende e privati proprietari di aree, immobili o siti produttivi devono affrontare per verificarne la presenza e l’eventuale necessità di bonifica. Considerando che una localizzazione promossa da un famoso magazine nazionale ha prodotto una mappa dei rischi dove si evidenziano nel nostro paese la presenza di 57 aree critiche non ancora bonificate che coinvolgono 6 milioni di cittadini, per liberarci dall’amianto occorre ancora impegno, volontà ed investimenti

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